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domenica, 25 Ago 2019
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Attualità

Allevare animali da pelliccia in Olanda è vietato

Dopo un percorso durato ben 7 anni e voluto dall’associazione animalista olandese Bont Voor Dieren (BVD), il Senato dell’Aia ha approvato la legge che mette al bando ogni allevamento di animali per la produzione di pellicce. La votazione è avvenuta il 18 dicembre con l’approvazione a grande maggioranza.

Divieto effettivo da gennaio 2024

Il divieto olandese diventerà effettivo a partire dal primo gennaio 2024, concedendo così 10 anni di tempo per smantellare i 159 allevamenti di visoni che ogni anno condannano a morte circa 6 milioni di animali. Per la riconversione degli allevamenti in altro tipo di attività agricola il Governo accantonerà annualmente 2 milioni di euro, sino a mettere a disposizione degli allevatori un totale di 28 milioni di euro. Un duro colpo per l’industria della pellicceria in Europa e nel mondo: il divieto dell’Olanda, secondo produttore europeo di pellicce di visone, si somma ai divieti già approvati in Austria, Inghilterra, Irlanda del Nord, Scozia e persino in Croazia e Bosnia. Importante segnalare che anche la Danimarca, che oggi è il primo paese europeo produttore di pellicce (visoni, chinchilla e volpi) ha iniziato a dire basta all’allevamento di volpi, a partire dal 2024.

Risultato importante con il contributo Lav

“Ora è necessario che anche l’Italia (primo Paese europeo a vietare il commercio di pellicce di cane e di gatto, nonché Paese guida per il bando europeo alle pellicce di foca) prosegua in questo percorso, approvando quanto prima la proposta legislativa predisposta dalla LAV e già depositata alla Camera e al Senato nella legislatura uscente” dichiara Simone Pavesi, responsabile LAV Campagna Pellicce. “Se lo ha fatto l’Olanda e soprattutto per ragioni etiche, il secondo Paese europeo per produzione di pelliccia di visone, con 6 milioni di animali allevati ogni anno in 159 allevamenti, allora l’Italia con i suoi 10 allevamenti e 150mila animali condannati non può essere da meno”, aggiunge Pavesi. Un risultato importante, quello olandese, cui non è mancato il contributo della LAV, in quanto membro, con  gli olandesi di BVD, della coalizione internazionale FFA – Fur Free Alliance, che riunisce circa 40 organizzazioni nel mondo (dagli USA al Giappone) impegnate contro lo sfruttamento degli animali per la produzione di pellicce.

Attività non necessaria e ingiusta

“Siamo veramente soddisfatti per questo storico traguardo”, prosegue Pavesi. “Abbiamo dato un diretto contributo alla campagna di BVD, sia tramite un network informativo che finanziando parte dello studio scientifico di Life Cycle Assessment sulla pelliccia di visone, che è rientrato tra le argomentazioni dibattute nelle due Camere del Parlamento olandese. E la scorsa settimana eravamo presenti in prima linea, insieme a una delegazione internazionale della FFA, per seguire il dibattito in Senato e sostenere l’approvazione del provvedimento”. L’Olanda aveva già vietato nel 1995 e nel 1998 l’allevamento di volpi e di chinchilla per la produzione di pellicce, anche in quel caso con dieci anni di tempo per lo smantellamento delle strutture, ma senza alcun incentivo economico; con questo ulteriore provvedimento si mette la parola fine ad una attività ritenuta non necessaria e ingiusta dal 93% degli olandesi.

Lavorare insieme

Nicole van Gemert, direttore di Bont Voor Dieren, è lieta che in seguito a un processo politico durato 23 anni, i governanti siano stati in grado di ascoltare la maggioranza della popolazione dei Paesi Bassi, “un’inchiesta del Ministero delle Politiche Agricole condotta all’inizio di quest’anno ha dimostrato che solo il 7% degli olandesi approva l’uccisione degli animali per la loro pelliccia. Il divieto di allevare visoni, quindi, è solo il logico passo che segue il divieto di pellicce di cane, gatto e foca”. Joh Vinding, presidente della Fur Free Alliance era in Olanda quando la discussione finale in Senato ha avuto luogo: “L’Alleanza ha dimostrato che lavorare insieme e condividere esperienze e idee porterà tutti noi verso un mondo libero dalle pellicce. Abbiamo guardato all’Olanda nell’ultimo decennio, ora tutti noi siamo in grado di diffondere in altri Paesi il divieto di allevamento di animali per la produzione di pellicce”.

Lav – Lega Anti Vivisezione

www.lav.it

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