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mercoledì, 22 Mag 2019
Quattro Zampe
Attualità

Lav: pellicce per bambini tossiche e cancerogene

Allarme: pellicce per bambini con sostanze tossiche e potenzialmente cancerogene. Recenti test di laboratorio commissionati dalla Lav  su alcuni capi con inserti in pelliccia di 5 grandi marche – in vendita a Milano, Monza, Roma e via web – svelano la presenza di sostanze chimiche potenzialmente pericolose, con valori superiori ai requisiti obbligatori presenti nella legislazione europea relativa alle sostanze chimiche (Reach) pericolose in articoli in pelle e pelliccia e nei più diffusi standard industriali privati.

Appello al Ministero della Salute: ritirare dal mercato i capi segnalati, pellicce da bandire. Ancor più grave il fatto che, come sottolineano dalla Lav, si tratta di guarnizioni che cingono colli e cappucci per cui si trovano attorno alla testa, alla portata di bocca e vie respiratorie. Pellicce prodotte per lo più in Cina.

Residui tossici nelle pellicce

I test eco-tossicologici sono stati condotti dal laboratorio di analisi Buzzi di Prato, specializzato e tra i più accreditati nel settore del tessile, su n.6 capi d’abbigliamento per bambini con inserti in vera pelliccia, di aziende leader in materia di abbigliamento per l’infanzia.Sapendo che la lavorazione delle pellicce comporta trattamenti con l’impiego di numerose sostanze chimiche potenzialmente pericolose per la salute, la LAV ha voluto indagare l’eventuale presenza di residui tossici di tali sostanze.

Rapporti di prova allarmanti

I rapporti di prova sono allarmanti: uno degli articoli non potrebbe essere posto in vendita sul mercato nazionale dato che risulta contaminato da un quantitativo di Nonilfenolo Etossilato 2,5 volte superiore allo standard REACH (Reg. 2006/1907/CE). Alcuni campioni analizzati presentano livelli di Formaldeide nettamente superiori a quelli rinvenuti negli ultimi anni in altri prodotti tessili e per i quali sono state diramate allerte RAPEX (sistema europeo di allerta per la tutela dei consumatori) per il ritiro dal mercato. I pochi grammi degli “inserti in pelliccia” utilizzati a decorazione di tali articoli, contengono anche altre sostanze (e in quantitativi preoccupanti), classificate come tossiche o possibili cancerogeni come il PCP Pentaclorofenolo, ma anche TeBT Tetrabutil Stagno, TeCP Tetraclorofenoli, Tetracloro Etilene, metalli pesanti (Cromo III, Alluminio, Piombo), nonché tracce di Idrocarburi Policiclici Aromatici (Pirene, Naftalene, Fenantrene, Fluorantrene).

La LAV chiede il ritiro delle pellicce cancerogene

Considerati i preoccupanti risultati di laboratorio di seguito indicati, la LAV chiede alle aziende coinvolte e al Ministero della Salute, di: 1) ritirare dal mercato a scopo precauzionale i prodotti segnalati e promuovere specifici accertamenti su altri eventualmente ancora in vendita; 2)  diramare un’allerta Rapex (Rapid Exchange of Information System of the EU), per avvertire gli altri Paesi Membri della presenza sul mercato UE di capi d’abbigliamento contaminati; 3) vietare l’uso di pelliccia animale.

Pellicce con eccessivi valori di Formaldeide

Il Laboratorio di Analisi Chimiche Buzzi ha ricevuto i campioni di pelliccia animale senza conoscere il modello del capo di provenienza o la marca. Tutte le analisi sono quindi state condotte con assoluta professionalità e trasparenza. Le analisi di laboratorio hanno rivelato la presenza di Formaldeide in misura superiore ai limiti massimi di sicurezza (16mg/kg Oeko-Tex®/bambino e 30mg/kg Direttiva “Giocattoli” 2009/48/CE) nei campioni esaminati. Quest’ultimi hanno valori di Formaldeide che arrivano fino a oltre 5 volte il limite stabilito per legge per i giocattoli (Direttiva 2009/48/CE) e 10 volte gli standard industriali (Oeko-tex®).

Vuoto legislativo a livello europeo

Per gli articoli in pelle o con pelliccia animale non vi sono specifiche norme di riferimento che determinano il contenuto massimo residuo di formaldeide in un prodotto finito. Possiamo però fare un paragone con la Direttiva “Giocattoli” (2009/48/CE), dove componenti tessili di giocattoli destinati a bambini di età inferiore a 3 anni non possono avere più di 30mg/kg di formaldeide. In assenza di una specifica normativa sulle tolleranze di residui tossici nei prodotti in pelliccia animale, nel 2009 il sistema Rapex (sistema europeo di allerta per la tutela dei consumatori) segnalò un’allerta formaldeide in abbigliamento per bambino dove i campioni esaminati presentavano un contenuto da 106mg/kg a 630mg/kg; nel 2010 fu diramata una allerta per un modello di t-shirt contenente 52mg/kg e nel 2011 una nuova allerta per campioni di biancheria intima per bambino con valori di 44,9mg/kg.

La Formaldeide è un potente battericida

La Formaldeide è un potente battericida, impiegato nelle produzioni tessili e di pelle e pelliccia animale. E’ una sostanza potenzialmente cancerogena, può causare irritazioni alle mucose e agli occhi se inalata in determinate concentrazioni. Secondo le informazioni dell’Istituto federale tedesco per la valutazione dei rischi (BfR), questa sostanza è considerata come un allergene di contatto; sono infatti noti più di 20 sintomi conseguenti all’esposizione alla formaldeide: dai sintomi leggeri come l’irritazione agli occhi, diarrea e bronchite, alle vertigini, disturbi comportamentali e depressione, perdita di capelli, perdita di memoria e il cancro.

Nelle pellicce c’è anche il Pentaclorofenolo (insetticida e funghicida)

Pentaclorofenolo (PCP) in misura superiore al limite massimo di sicurezza (0,05 mg/kg Oeko-Tex®/bambino) in tutti i 6 campioni analizzati. Lo standard industriale Oeko-Tex® indica in 0,05 mg/kg il contenuto massimo tollerabile di PCP nei prodotti tessili. I campioni esaminati risultano avere residui decisamente maggiori. Il PCP è un insetticida e fungicida. Il suo uso è vietato nell’Unione Europea dal 1989 in quanto genotossico ed è classificato dall’OMS come possibile cancerogeno per l’uomo.  E’ diventato noto per via dei suoi effetti dannosi per la salute quando utilizzato come conservante del legno. Può essere facilmente assorbito attraverso la pelle e provocare danni renali oltre a causare sintomi quali vertigini, nausea e vomito a seconda della concentrazione. Ha inoltre una tossicità molto elevata per gli organismi acquatici, si accumula fortemente nell’ambiente ed è molto persistente. È uno dei pesticidi più pericolosi al mondo, classificato al terzo posto in una lista di oltre 1.200 sostanze chimiche.

Tra le altre sostanze nocive, c’è anche il NONILFENOLO ETOSSILATO in misura molto superiore al limite massimo europeo ,  ALLUMINIO in misura superiore al limite massimo di sicurezza (50 mg/kg SG leather®/bambino) in tutti i 6 campioni analizzati. Sali di alluminio come il Solfato di Alluminio sono impiegati come mordenti nella tintura dei tessuti, facilitando l’adesione dei coloranti alle fibre (in questo caso i peli delle pellicce tinte). Si tratta di una sostanza corrosiva, irritante per la pelle e le mucose, e che può provocare lesioni agli occhi. CROMO in valore superiore al limite massimo di sicurezza (50 mg/kg SG leather®/bambino). Per la concia delle pelli sono utilizzati sali di cromo trivalente; in base allo svolgimento del processo di lavorazione, e specialmente se sono utilizzate sostanze ossidanti o alcaline, si possono generare elevati livelli del tossico cromo esavalente. Il cromo trivalente, di pigmentazione verde ed usato nel processo di tintura, è considerato relativamente non tossico perché assorbito dall’azione degli acidi dello stomaco. Il cromo esavalente è corrosivo sulla pelle e sulle mucose, può essere mortale se assorbito anche attraverso la pelle e se ingerito; l’inalazione può provocare spasmo dei bronchi, infiammazione ed edema della laringe e dei bronchi, polmonite chimica ed edema polmonare. Presenta frequentemente fenomeni di sensibilizzazione se inalato, e a contatto con la pelle. Si sospetta essere teratogeno ed è classificato come cancerogeno per quasi tutti gli organismi viventi. Il passaggio da cromo trivalente ad  esavalente è favorito dall’esposizione ai raggi UV e alla luce del giorno, in condizioni di temperature elevate; situazioni che si possono verificare nel processo di lavorazione delle pellicce.

La commercializzazione sul territorio italiano di alcuni dei campioni analizzati potrebbe essere inibita, per il mancato rispetto del “Codice del Consumo” (Decreto Legislativo 206/05 – art. 103: definizione di prodotto sicuro), legato alla presenza di residui di sostanze potenzialmente pericolose. La maggior parte dei campioni esaminati inoltre non possiede i requisiti per i marchi volontari esaminati (SG Leather® – OEKO-TEX Standard 100®).

Sul sito della Lav tutti i dettagli scientifici www.lav.it 

Nella foto in alto, da sinistra, Gianluca Felicetti, presidente LAV; Simone Pavesi, responsabile LAV Campagna Pellicce e l’avvocato Carla Campanaro.

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