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giovedì, 27 Giu 2019
Quattro Zampe
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Attualità

Tango: il primo cash dog della Guardia di Finanza

Il cash dog è la più recente tipologia nata tra le unità cinofile. Sono cani, dal fiuto infallibile, in grado di fiutare il denaro contante di chi cerca di passare la frontiera evitando i controlli. Fenomeno in crescita a causa della dilagante paura di default dovuti alla crisi economica.

Crisi economica inarrestabile. Paura del default, timore che le tasse ci sommergano, che le banche chiudano i rubinetti. E l’effetto panico si fa sentire. Da tempo. Così non è un caso che le banconote da cinquecento euro siano quasi scomparse dall’Italia, transitate in modo legale, e non, verso altri Paesi.

Le frontiere assumono un ruolo sempre più strategico, specie agli aeroporti, da dove singoli individui o gruppi organizzati escogitano le peggiori diavolerie pur di far transitare merce illegale, droga in primis, e anche banconote non dichiarate. Denaro in contanti che rischia di sparire nel nulla… È qui che entra in gioco Tango, Labrador di cinque anni, cane antivaluta dall’aprile del 2009. È il cash dog più famoso d’Italia. Opera all’aeroporto di Malpensa, a Milano. Il suo fiuto per le banconote è infallibile. In tutto, nel Bel Paese ci sono sei unità operative specializzate ed è in programma una serie di corsi per ampliare e potenziare questo servizio così particolare.

Gazzilli (GDF): scovano denaro per gioco

Ma chi sono i cash dog? Cosa fanno? Quanto ci vuole per farli diventare così? Come spiega Nicola Gazzilli – Comandante del Nucleo Operativo Pronto Impiego della Guardia di Finanza, composto da militari specializzati antiterrorismo e cinofili – Tango è stato preparato direttamente nell’aeroporto di Malpensa ed “essendo il primo cane antivaluta in Italia, il suo addestramento era di tipo sperimentale. Vale a dire, mai tentato prima nella penisola. Le caratteristiche tecniche per il suo addestramento sono state, più o meno, le stesse delle altre specializzazioni, ovvero insegnare al cane che il gioco con il quale si relaziona con il suo conduttore ha un determinato odore (che sia esso droga o denaro) e che per giocare deve cercarlo e trovarlo”.

I Labrador i più indicati

La razza più indicata per il cash dog? “Secondo me il Labrador è particolarmente indicato per la ricerca di sostanze e denaro”, continua il comandante dei cinofili della Guardia di Finanza, “soprattutto in base all’approccio con le persone: è infatti una razza che, non incutendo timore, non ha difficoltà a farsi avvicinare dai passeggeri. Ovviamente essendo un cane da caccia ha un olfatto molto buono e la voglia innata che hanno di giocare è una caratteristica importante per questo tipo di lavoro”.

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La giornata tipo di Tango

Ma com’è la giornata tipo di Tango? Un turno di servizio è di sei-otto ore. Il conduttore, dopo averlo portato a espletare le sue funzioni fisiologiche, arriva in aeroporto. In base all’analisi dei voli considerati “a rischio” si inizia a lavorare cercando il “gioco”, che nel caso di Tango è una pallina, tra i passeggeri in partenza, o tra i bagagli sul nastro nella sala arrivi. “Dopo quindici o venti minuti di ricerca”, spiega ancora il comandante Gazzilli, “il cane viene fatto riposare per mezz’ora o quarantacinque minuti. Non appena la situazione dei voli lo rende necessario si riparte con la ricerca. Quotidianamente si fa in modo che il cane scovi la sua pallina, o dei soldi, oppure si organizza un esercizio. Questo per fare in modo che il suo desiderio e la sua voglia di cercare rimanga inalterata”. Tutto ciò, infatti, completa la gratificazione del cane, solo quando sa di aver trovato l’oggetto richiesto (droga o contante) riceverà la meritata ricompensa (il gioco).

Banconote nascoste tra pasta, cioccolatini e dvd

Non si contano i “bottini” scovati da Tango. Banconote trovate, ovviamente, in vari nascondigli, in ordine sparso addosso ai “malintenzionati”. Interessante anche citare quelle trovate in un lettore dvd, o nei pacchi di pasta o, ancora, nelle confezioni di cioccolatini o di pannolini per bambini.

Le unità cinofile di Milano-Malpensa

Ma come sono strutturate le unità cinofile a Malpensa? Sono una Squadra dipendente direttamente dal comandante tenente colonnello Giuseppe Bua. Attualmente la stessa si compone di dieci quattro zampe e dodici militari così strutturati: un cane anti-valuta; due cani in addestramento; sette cani anti-droga e due militari privi di cane ed in attesa di assegnazione.

Le unità cinofile sono operative da quando è nato l’aeroporto internazionale di Malpensa. Dopo l’ampliamento della struttura con il nuovo terminal, l’organico è stato rinforzato sino al raggiungimento dell’attuale numero.

“L’addestramento si svolge presso il Centro allevamento e addestramento di Castiglione del Lago (Perugia). Inizia all’età di quattro mesi con esercizi propedeutici eseguiti con l’aiuto dell’allevatore”, precisa il comandante delle Unità cinofile di Malpensa, Nicola Gazzilli. Che aggiunge: “Si parte con una prima selezione intorno all’anno di età per poi introdurli nel corso di specializzazione vero e proprio affiancando i cani con il loro futuro conduttore. Al termine di questo corso che dura sei mesi l’unità cinofila formata dal binomio uomo-cane viene ‘qualificata’ per poter operare sul territorio e trasferita al reparto operativo”.

Simbiosi assoluta e gioco

Una volta nata l’unità cinofila: l’uomo e l’animale diventano un binomio inscindibile, una simbiosi assoluta che sarà chiamata a operare nelle più svariate condizioni di luogo e di tempo per ricercare droga, denaro, in altri casi anche perso-ne scomparse. Saranno poi l’intesa e l’affiatamento dell’unità cinofila a garantire ottimi risultati in campo lavorativo. L’intero addestramento è basato sul gioco ed è fondato essenzialmente su principi di condizionamento e di apprendimento. Vengono sfruttati, inoltre, alcuni istinti naturali del cane, soprattutto basati sul senso dell’olfatto, da quello predatorio e della caccia, alla propensione al gioco, fondamentale per queste attività.

“Il cane rimane attivo sino a che ha voglia di giocare o sino a quando fisicamente ciò è possibile”, assicura Gazzilli, “al termine della sua attività operativa, in genere, viene adottato dal suo conduttore. In rari casi torna al Centro allevamento dove passerà il resto della sua vita amato e accudito dai cinofili”.

Di Maria Paola Gianni  (Riproduzione vietata)

Foto Unità cinofile Guardia di Finanza di Malpensa

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