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martedì, 17 Set 2019
Quattro Zampe
Curiosità Primo Piano

Allenare le emozioni del cane: l’educazione a tavola

È meraviglioso partecipare all’entusiasmo che colpisce i proprietari di cani quando questi cambiano in poco tempo il loro comportamento. “Sembra una magia!”, afferma la mamma nel video correlato a questo articolo. Negli anni mi sono dedicato a scovare la struttura dietro la magia. Così che si potesse replicare. Approfitto, quindi, dell’esigenza di Francesca e del suo bimbo Mattia, che apparentemente riguarda solo chi ha un cane affamato e un bambino piccolo, per spiegare non solo la procedura, ma anche quello che c’è dietro: se impariamo quali sono i principi che sottendono l’apprendimento del cane, allora li potremo usare in qualsiasi situazione, creativamente.

Il problema e la soluzione provvisoria

Camilla, delizioso Cavalier King, desidera cibo. Ha imparato che se si mette sotto il seggiolone di Mattia arriva sempre qualcosa. Il bimbo da parte sua, effettivamente lo butta giù: non ha ancora un controllo motorio sufficiente per evitarlo. E se il cibo tarda ad arrivare, il cagnolino gratta le gambe del bimbo, abbaia, e questo, come sappiamo non va bene. Fino a quando il cane non ha imparato a star giù mentre il bimbo mangia, devi far qualcosa se non vuoi che graffi le gambe del bimbo e i vicini si lamentino per gli abbai. Per evitare di metterlo in un’altra stanza e perché familiarizzi con la presenza del seggiolone+cibo, puoi deviare la sua attenzione su qualcos’altro. Il kong è lo strumento che io preferisco e lo si usa come mostro nel video.

Il bimbo non smette di far cadere cibo

Un educatore cinofilo normalmente insegna a non dare cibo da tavola per evitare che il cane stia lì tutto il tempo, sbavante, ad aspettare.

Dopo un po’ che il cibo non arriva, il cane smette di chiedere, poiché il suo comportamento non genera alcun giovamento, e quindi si sdraia e si rilassa. Un buon risultato. Il problema è che un bambino su un seggiolone butterà giù la pappa, per cui la soluzione di far “estinguere” il comportamento, togliendo il rinforzo rappresentato dal cibo non si può attuare.
E punire il cane? Ci provano in molti, ma difficilmente funziona. In questo caso abbiamo preferito insegnare al cane un comportamento alternativo.

L’obiettivo è far credere al cane che il cibo arriva se si sdraia, anziché grattare le gambine del bimbo.

In una prima fase si insegna al cane a sedersi per ottenere cibo. A questo ci pensa la mamma o il papà, lontano dal bambino. Poi, quando il cane guardando il cibo e sentendone l’odore si siede, possiamo avvicinarci al seggiolone. Inizialmente il bambino non deve avere a disposizione il cibo, così che il genitore possa premiare il cane al momento giusto. Più tempo passa, più il cane tenderà a sdraiarsi. Dal momento che non stiamo preparando il quattro zampe a una gara, possiamo tranquillamente rinforzare anche questo comportamento. Col tempo il cane rimarrà in attesa, con le quattro zampe per terra, e riceverà il cibo direttamente dal bimbo, che per sbaglio (ma lui questo non lo sa) andrà a rinforzare il comportamento di attesa del cane.

Occhio alle progressioni

È normale che anche quando sembra che il cane abbia imparato, riproponga il comportamento inadeguato. Possiamo capire che tutto sta procedendo per il verso giusto dal fatto che il nuovo comportamento tende sempre più, nel tempo, a sostituire quello precedente. Il nostro cane, inoltre, apparirà col tempo più flessibile ed educato anche in altre situazioni. Se lavoriamo bene non agiamo solo sui comportamenti, ma anche sulle sue capacità e sulla nostra relazione con lui.

Meglio farsi aiutare da un esperto

Il mio consiglio, comunque, è di farsi aiutare sempre da un professionista, soprattutto quando si tratta di cani e bambini. Ma questo genere di procedimento è molto meglio che mettersi a punire il cane o rassegnarsi. Quindi provate e, se non riuscite, rivolgetevi a un educatore cinofilo.

I principi basilari dietro l’apprendimento del cane

Se impariamo quali sono i principi dietro l’apprendimento del cane, allora potremo usare questi principi in qualsiasi situazione, creativamente, andando oltre al ‘se il cane fa così, tu fa cosà’ .
Principio: i comportamenti rinforzati tendono ad aumentare in frequenza. In pratica chi ha un cane e gli ha insegnato a dare la zampa o a fare il “seduto”, avrà notato quanto è semplice col rinforzo positivo: il cane fa una cosa, tu la premi, il cane è più motivato a ripeterla. Un mucchio di giochi nascono da questa sequenza: il lancio della palla è il rinforzo all’azione di riportarla. Se abbiamo un comportamento indesiderato da parte del cane, possiamo individuare il motivo per cui si comporta in quel modo, l’oggetto/evento che lo rinforza, e quindi rimuoverlo. Questo è un modo asciutto e lineare di presentare la cosa. Si chiama “modello operante” e aiuta gli addestratori di tutto il mondo a insegnare ai cani i comportamenti più disparati. Ma la mente del cane è tutt’altro che lineare. Ho seguito questo orientamento di pensiero per molto tempo, perché aiuta a ottenere qualsiasi comportamento in modo gentile e con cani che non vedono l’ora di mettersi in gioco. Ho insegnato ai miei quattro zampe in modo gentile a fare il riporto (persino di matite, chiavi e monete), tutto il repertorio delle prime classi di obedience e diversi trucchi. Ci siamo divertiti un mondo.

Allenamento sul piano emotivo del cane

E non stai solo premiando il cane per un comportamento, lo stai allenando sul piano emotivo!
A un certo punto, nel video, dico “stai allenando il cane ad attendere”. Perché i nostri amici a quattro zampe si comportino educatamente, hanno necessità di sviluppare capacità. Alcuni non comprendono che a volte il cane ha capito cosa gli chiediamo, ma non è in grado di farlo, poiché gli manca un adeguato sviluppo di intelligenza emotiva. Un punto importante da comprendere qui è che, una volta sviluppata, il cane utilizzerà l’abilità emotiva anche in altri contesti. Se spostiamo il focus dal comportamento “giusto” alle capacità del cane, il nostro operato andrà più a fondo e arricchirà la mente del pet, rendendola più flessibile. Questa è la differenza fra i cani che definiremmo comunemente “intelligenti” e quelli, invece, che sembrano dipendere costantemente dalle nostre indicazioni.

Approfondimento:

Se vuoi comprendere meglio i comportamenti del tuo cane, leggi Come si sviluppa il comportamento del cane? Lo dice la sua vita quotidiana

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