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sabato, 23 Feb 2019
Quattro Zampe
Curiosità

Asti, multa per chi non lava la pipì del cane

Obbligatorio lavare la pipì del cane. La novità arriva da Asti ed è contenuta nell’ordinanza firmata dal sindaco Maurizio Rasero “per preservare igiene e decoro dei luoghi”.

Gli abitanti di Asti, ogni volta che usciranno con il cane,  dovranno portare con sé una bottiglietta d’acqua per pulire la pipì.

Il sacchetto per raccogliere gli escrementi non basta più. E chi non rispetta l’ordinanza rischia una multa da 25 a 500 euro.

I precedenti sull’obbligo di lavare l’urina di cane in Liguria e a Biella

Asti non è il primo Comune italiano ad aver adottato l’obbligo di lavare la pipì del cane. Il primato spetta al Comune ligure di Recco, che aveva introdotto questo tipo di ordinanza nel 2004. Un esempio seguito da altri Comuni della Liguria come Bogliasco, Camogli, Chiavari e Santa Margherita Ligure. Nel 2004 anche il Comune di Biella aveva emanato un regolamento che sanzionava chi non lava la pipì del cane. Nella versione piemontese, si legge che “i conduttori dei cani sono tenuti a evitare qualsiasi imbrattamento dovuto alle deiezioni”.

Della bottiglietta d’acqua per pulire la pipì non si parla, ma il riferimento è implicito.

Marciapiedi, aiuole e spazi ricreativi

A distanza di oltre dieci anni da quei primi esperimenti, l’obbligo di lavare la pipì del cane torna a far parlare nel Comune di Asti. Il sindaco Maurizio Rasero ha affermato di aver voluto introdurre l’obbligo in seguito alle numerose lamentele dei cittadini. Evidentemente l’obbligo di portare con sé il sacchetto per raccogliere gli escrementi non bastava più. E così, in base alla nuova ordinanza, la polizia municipale potrà chiedere di esibire la bottiglietta d’acqua per lavare la pipì del cane. Chi non ce l’ha rischia fino a 500 euro di multa.

Tale provvedimento è stato adottato poiché la mancata rimozione delle deiezioni animali e la relativa pulizia del suolo pubblico, in particolare sui marciapiedi destinati ai pedoni, nelle aiuole e nei luoghi destinati alla ricreazione e allo svago dei cittadini, oltre a costituire un atto di maleducazione e di inciviltà, possono comportare rischi per la salute della popolazione, soprattutto per le fasce più esposte.

Maurizio Rasero, sindaco di Asti

Approfondimenti: 

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