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giovedì, 27 Giu 2019
Quattro Zampe
Giochiamo insieme
Curiosità

Cosa fare e cosa no quando si gioca con un cane

Vediamo insieme cosa fare e cosa è meglio non fare quando si gioca con il nostro cane per trasformare il gioco in una piacevole abitudine giornaliera.

  • Tenere sessioni di gioco quotidiane perchè l’attività ludica o educativa insieme al vostro cane, sia in casa che fuori, deve diventare una piacevole abitudine giornaliera.
  • Fare sessioni di gioco brevi: 15 minuti o anche meno a seconda del gioco. Nei giochi educativi o cognitivi il cane mantiene una soglia di attenzione di 20 minuti al massimo.
  • Facendo giochi prevalentemente fisici vi è il rischio che nella foga del momento vada oltre i suoi limiti e si faccia male.
  • Fermarsi quando il cane ha ancora voglia di giocare per mantenere la voglia di fare e l’attenzione.
  • Quando il cane vuole giocare, iniziare una sessione soltanto dopo che avrà fatto qualcosa di positivo come stare tranquillo o rispondere bene a un comando conosciuto.
  • Parlargli molto durante il gioco, in modo da elogiarlo e incoraggiarlo con tono enfatico.
  • Spiegare ai bambini come si gioca con un cane per non fargli male.
  • Riporre i giocattoli alla fine di ogni sessione e non lasciarli mai a disposizione del cane. Questo lo aiuterà a comprendere che il gioco è concluso.

Cosa non fare

  • Forzare il cane a giocare se non ne ha voglia, perché può capitare un momento no. Se la cosa si prolunga, accertarsi che non ci siano problemi di salute.
  • Fare giochi frenetici perché si rischia di sovreccitare il cane facendovi perdere il controllo sul gioco e sul cane.
  • Consentirgli di rincorrere i bambini perché si può provocare, anche in questo caso, una sovreccitazione del cane. Comunque i giochi tra cani e bambini dovrebbero essere sempre vigilati da una persona adulta.
  • Sgridarlo o picchiarlo perché bisogna far prevalere sempre il principio del rinforzo positivo (coccole, carezze…). Se il cane sbaglia, bisogna farglielo capire, ma sicuramente non picchiandolo. Proviamo, per esempio, a semplificare l’esercizio ripartendo da un livello più basilare.

 

di Valentina Maggio
foto di Shutterstock

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