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sabato, 7 Dic 2019
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Pet therapy con i bambini: sempre più utilizzata ed efficace

La scienza non ha dubbi: lavorare con gli animali aiuta i bambini. I protagonisti di questa attività sono quattrozampe “professionisti” che, insieme ai loro conduttori, portano allegria e gioia ai bambini malati. Una realtà molto forte in questo campo è rappresentata dall’ospedale pediatrico fiorentino Meyer grazie al lavoro dell’omonima Fondazione. In questa antica istituzione delle cure all’infanzia sono ormai tantissimi anni che la pet therapy ‘è di casa’ e recentemente è stata estesa anche ai pazienti, anche adolescenti con disagi psichici. I cani sono sempre presenti in ospedale e per alcuni casi clinici è proprio il medico a chiedere il loro intervento.

Nelle corsie dell’ospedale si può portare a spasso il cane

Pet therapy e neuropsichiatria, parola agli esperti

Può sembrare incredibile ma offrendo un biscotto al cane si può addirittura recuperare una relazione sana con il cibo! E questo è solo un esempio tra tanti. “In ogni momento – spiega la dottoressa Tiziana Pisano, responsabile della struttura – abbiamo modo di constatare quanto gli animali, nella loro funzione di mediazione emotiva, siano utili per contribuire a creare un canale di comunicazione con gli adolescenti”. Tra i problemi più comuni c’è quello dell’anoressia e dei disturbi alimentari. Chi soffre di anoressia spesso si trova a combattere una vera e propria corsa contro il tempo in cui ogni minuto deve essere impiegato nella guerra contro le calorie. Questi pazienti infatti camminano moltissimo e non vogliono fermarsi. “Su questo fronte – spiega Francesca Mugnai, presidente di Antropozoa, associazione specializzata negli interventi assistiti con gli animali – i cani sono una risorsa utilissima perché riescono magicamente a fermare il tempo. Quando un cane entra scodinzolando nel reparto, infatti, in pochi resistono alla tentazione di fermarsi per fargli qualche carezza, utilizzando così il linguaggio del corpo, un corpo che, per loro, è difficile da usare come canale di comunicazione. Coccolando una pancia pelosa invece si levano gli argini alle emozioni, alle parole e si accendono sorrisi. Quello che si crea è un momento di reciprocità e riconoscimento emotivo che aiuta i medici anche a intraprendere colloqui psicologici o addirittura a fare terapie e infusioni endovenose. Non solo. Molti cani accompagnano e aiutano i malati nel difficile momento del pranzo”.

Gli animali aiutano i bambini a rilassarsi e affrontare meglio disagi di varia natura

Pet therapy, accudirli fa bene

Budino, Polpetta, Muffin, Malì e Galileo: ognuno di loro ha un carattere diverso e in base a quello vengono divise le attività. “Accudire ogni animale con le sue caratteristiche e i suoi bisogni – continua Francesca Mugnai – significa imparare ad accudire anche il proprio corpo, recuperando una relazione più sana con se stessi”. Altrettanto importante è l’effetto che la relazione con l’animale ha sulla gestione della rabbia. “Interessante – conclude – è vedere come i ragazzi si relazionano in modo diverso a seconda del carattere dei cani e delle modalità sociali messe in gioco individualmente dall’animale, nella sua specificità. Ognuno di loro riesce a tirare fuori qualcosa di diverso”. E così Budino è specializzato in esercizi di abilità, Polpetta si occupa prevalentemente di coccole, Muffin eccelle su entrambi i fronti. Malì, invece, che capisce solo l’inglese, è un asso nello spezzare le barriere. E Galileo, allegro e curioso, accende i sorrisi.

Accudire e passare del tempo con un cane stimola le interazioni tra bambini
Le visite mediche e il post intervento sono meglio tollerati con l’aiuto dei quattrozampe
Molti ragazzi imparano a ritrovare un sano rapporto con il cibo

Pet therapy, la grande realtà del Meyer

Il Meyer, azienda ospedaliero universitaria di alta specializzazione, può contare su grandi numeri: ogni anno oltre 44.000 bambini arrivano al pronto soccorso, quasi 700.000 fanno una visita in ambulatorio e ci sono oltre 6.000 casi chirurgici. Dispone di 247 posti letto multi-specialistici ed è dotato di tutte le specialità mediche e chirurgiche di area pediatrica. Ha inoltre il più alto indice fra gli ospedali pediatrici italiani di complessità della casistica: 1,19. Per questo in media un bambino su quattro arriva da fuori dalla regione Toscana. L’Ospedale ‘Meyer può contare dal 2001 sul supporto della relativa Fondazione che si occupa dell’attività di raccolta fondi a sostegno di tutti i principali progetti per fare la differenza. In particolare la Fondazione Meyer sostiene acquisizioni di attrezzature mediche tecnologicamente avanzate, attività di ricerca scientifica, accoglienza dei familiari dei piccoli in strutture convenzionate e attività di Play Therapy: oltre ad una ludoteca,  ci sono i clown in corsia, la musica e il progetto, appunto, di Pet Therapy.

Non si tratta di semplici cani ma di veri e propri “generatori di sorrisi”

Gli interventi assistiti con gli animali vengono svolti da oltre 15 anni grazie a cani addestrati e seguiti da professionisti. Il progetto è unico in Italia ed Europa per durata, sistematicità e inserimento degli animali per questo ha anche vinto il primo premio a Stoccolma come migliore progetto di pet-therapy. Solo al Meyer, per esempio, i cani entrano direttamente nelle stanze e possono arrivare fino al letto del bambino come fossero dei veri e propri operatori sanitari e gli interventi vengono registrati esattamente come quelli sanitari. I principali benefici della Pet-Therapy e interventi assistiti al Meyer riguardano la socializzazione (depressione, autismo, disturbi generici dello sviluppo), l’area cognitiva (bambini con disturbi psichiatrici e neurologici), emotiva (bambini con difficoltà di adattamento, disturbi dell’apprendimento) e motoria (bambini con problemi neuro-motori).

Monge da sempre è accanto alle famiglie italiane che amano gli animali. Per questo, e per i valori che animano l’azienda, ha deciso di sostenere per i prossimi tre anni un’iniziativa della Fondazione Meyer a favore dei bambini ospiti dell’Ospedale Pediatrico di Firenze. Grazie alla pet-therapy, il personale Meyer aiuta i più piccoli a “sentirsi a casa” con la tenerezza e la voglia di giocare che li contraddistingue. E questo perché, come dice la Fondazione Meyer stessa, “i bambini non sono pazienti, sono sempre e semplicemente bambini anche in Ospedale”.

L’ospedale Meyer ha vinto il primo premio a Stoccolma come migliore progetto di pet-therapy

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