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venerdì, 6 Dic 2019
Quattro Zampe
Razze Canine

Akita

Fino al 2009, anno di uscita della pellicola “Hachiko”, l’Akita Inu era una razza sconosciuta alla maggior parte della popolazione europea. Da allora, invece, complice anche quell’inconfondibile musetto tenero, la sua fama ha valicato i confini divenendo un vero e proprio simbolo di fedeltà.

Akita, il cane kamikaze nipponico.

L’Akita non si sottomette, va conquistato con pazienza.

A differenza di molti altri film che nascondono la vera natura di un cane, il film “Hachico” dalla sua ha che è vero che ha reso popolare un cane non per tutti, ma lo ha ben specificato che l’Akita (il nome ufficiale è questo, “Inu” significa “cane” in giapponese) non si può sottomettere, ma che va conquistato con pazienza. Non lasciatevi, infatti, ingannare da quell’aspetto da cucciolo indifeso, perché, fin dai primi mesi di vita, manifesta tutto il suo carattere: fiero, indipendente, dominante e solitario. Tutte caratteristiche che non stridono, anzi, pacificamente convivono, col suo affettuoso e straordinario attaccamento al padrone e all’intero nucleo familiare, che tende a proteggere contro coloro che avverte come nemici o estranei. La sua autostima è enorme, quindi, da subito bisogna usare con lui tutto il tatto che si possiede: offenderlo significherebbe chiudere i rapporti per sempre.

Guai a offenderlo, l’Akita è un cane permaloso.

Al giorno d’oggi, difficilmente troveremo un Akita combattere contro le fiere del bosco, ma in passato questo cane ha dato ampia prova del suo coraggio e della sua temerarietà. Fin dal XVII secolo furono, infatti, addestrati per la caccia agli orsi e al riporto di volatili acquatici sulle montagne del Giappone. Essendo, comunque, selezionato da un popolo come quello nipponico, resta un cane dall’atteggiamento particolare: come i giapponesi, non ama il contatto fisico, l’essere inutilmente rumoroso; al contrario, necessita di tempo per concedere fiducia agli estranei, ma arriva a proteggere la famiglia a costo della vita. Agli inizi del 1900 questa razza ebbe un notevole declino a causa dei continui incroci mirati a far nascere meticci dalle eccellenti qualità combattive. Dal 1600 fino al 1800 era, infatti, impiegato anche per il combattimento, forma di intrattenimento molto popolare e che, purtroppo, qualche strascico nel suo carattere l’ha lasciato. L’Akita non è un cane socievole con gli altri animali e, soprattutto con i consessi, non è mai molto “gentile”, a meno che siano molto piccoli e, quindi, decida di non prenderli in considerazione.

Tutt’oggi presenta una muscolatura tonica e scattante: è un cane massiccio, con corporatura grande e un aspetto che mette anche un po’ di soggezione, tanto è altero. Non è certo il cane che per strada ti vien voglia di stropicciar di coccole, ma di sicuro nemmeno quello che non cattura uno sguardo di ammirazione. Dal quando i combattimenti vennero proibiti, per controllare il gioco d’azzardo, nel 1919 alcuni studiosi fondarono un’istituzione per preservare l’Akita. Nel 1931 la razza venne addirittura dichiarata “monumento naturale nazionale”.

“Hachiko” e la moda degli Akita

È una storia vera, senza tempo, fatta di dedizione, amicizia e fedeltà incondizionata tra un uomo e un cane. Il film è un commovente riadattamento americano di un famoso racconto giapponese, è la storia di Hachi, un Akita, e dell’amicizia speciale col suo padrone. Ogni giorno Hachi accompagna il professor Parker (Richard Gere) alla stazione e lo aspetta al suo ritorno per dargli il benvenuto. E lo attenderà per sempre, anche dopo l’improvvisa morte del professore. L’assoluta dedizione del cane nei confronti del suo padrone mostra lo straordinario potere dei sentimenti. Il quattro zampe, realmente esistito, ha fatto commuovere il Giappone e il mondo intero.

Il film risale al 2009 e, come sempre accade, l’Akita diventa il cane del momento, tanto che raddoppiano le richieste di cuccioli di questa razza, come confermano i dati Enci: nel 2006 gli iscritti all’albo erano 274, nel 2011 raggiungono quota 502. In questi casi, purtroppo, si sviluppano anche preoccupanti fenomeni di speculazione: i traffici di cuccioli di dubbia provenienza dagli allevamenti dell’Est Europa, costretti a subire trasporti massacranti senza cibo e acqua, né vaccini e strappati alle mamme troppo presto. Per cui bisogna fare attenzione a non farsi contagiare troppo dalle mode del momento. Maria Paola Gianni

La scheda dell’Akita

Razza: Akita (Inu)
Origine: Giappone
Impiego: cani da lavoro, utilizzati sia per la guardia che per la caccia
Taglia: altezza al garrese del maschio 64/70 cm, femmina: 58/64 cm
Peso: maschio 34/54 kg, femmina 34/50 kg

  • Testa: cranio piatto e ampio tra le orecchie, fronte alta con solco mediano ben marcato. Lo stop è ben definito. Le guance sono adeguatamente sviluppate. Il muso ha una canna nasale diritta
  • Dentatura: denti forti e non sporgenti
  • Occhi: scuri, piccoli e abbastanza separati tra loro
  • Orecchie: sono erette e leggermente inclinate in avanti, si allargano all’attaccatura con la testa
  • Tartufo: scuro e piuttosto voluminoso
  • Coda: arriva al garretto ed è arrotolata sul dorso in varie posizioni
  • Labbra: forti e non pendenti
  • Collo: grosso, muscoloso, in giusta e buona proporzione con la testa
  • Pelle: abbastanza aderente al corpo in ogni sua parte
  • Tronco: con garrese alto e abbastanza lungo, torace ampio e profondo
  • Dorso: dritto e piatto
  • Groppa: dritta, robusta e solida
  • Anteriore: avambracci pieni, grossi e dritti
  • Posteriore: cosce ben sviluppate e lunghe rispetto alla gamba
  • Piedi: grossi e arrotondati, con unghie scure
  • Mantello: Il pelo è abbastanza lungo e ruvido con sottopelo appena pronunciato ma soffice, nella coda è molto folto. Quattro i colori ammessi: bianco, fulvo, tigrato e sesamo, tutti i colori devono avere l’urajiro (pelo biancastro)

Aspetto generale

Cane di media taglia, mesomorfo mesocefalo. È un cane di forte costruzione, con ossatura robusta e corpo molto ben proporzionato. Le sue più evidenti caratteristiche sono la potenza e la dignità. Esteticamente questa razza unisce la forza all’armonia.

Carattere

Tranquillo e ubbidiente col padrone, docile coi bambini. Estremamente intelligente e molto servizievole, ama moltissimo giocare ed è un ottimo cane da guardia. Non dà molta confidenza agli estranei, è sospettoso e aggressivo con chi considera ostile, non abbaia quasi mai. Non va molto d’accordo con gli altri cani vista la sua gelosia e tendenza a primeggiare.

Io lo conosco bene…

Franca Cozzi, da oltre vent’anni appassionata di Akita, al momento ne ha due: Charlie di tre anni e Otto di nove.

Cosa ricercano le persone che decidono di avere con sé un Akita?

Chi gli si avvicina per la prima volta pensa di poter snaturare la sua indole testarda commettendo l’errore di voler indurre un animale, naturalmente schivo, a una socialità che poco o niente gli appartiene. È indipendente, fiero, dominante e va gestito con il giusto polso.

Per quali attività è più portato?

È stato selezionato dai giapponesi per la caccia all’orso: un maschio e una femmina, conducevano il cacciatore sino all’orso, lo spaventavano fino a farlo alzare mostrando il ventre che diveniva bersaglio per il fucile. Si può dedurre che non è selezionato per stare in branco, al massimo in coppia, e che è un cane impavido. Oggi l’Akita è diventato un cane da compagnia. Nonostante non debba più scontrarsi con le fiere, resta un cane coraggioso e forte. Negli ultimi anni alcuni suoi aspetti caratteriali sono stati limati, ma conserva un atteggiamento particolare.

Le richieste sono aumentate dopo l’uscita del film Hachiko?

Purtroppo sì, come an che gli abbandoni. Chiunque aveva una femmina l’ha messa in riproduzione, soddisfacendo l’enorme richiesta di neofiti. Ma i primi abbandoni hanno riempito le gabbie di associazioni volontarie nate proprio in conseguenza del film: cani che necessitano di recupero dal punto di vista comportamentale, trattati in maniera non consapevole sono diventati ingestibili.

Pregi e debolezze di questa razza?

Sicuramente i pregi della razza sono anche le sue debolezze. La sua forza e la sua autonomia, rappresentano la sua eccellenza per un cultore della razza. Ma le medesime caratteristiche, rispetto a chi non ha competenza, possono trasformarsi in un limite.

Approfondimenti:

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L’Akita è tra i cani più resistenti al freddo. Leggui qui: Brrrrr… Che freddo cane! I consigli per proteggere cane e gatto dal freddo

 

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