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venerdì, 19 Lug 2019
Quattro Zampe
Salute e benessere

Come aiutare un cane che tira al guinzaglio

Quando incontro le persone che aiuto per risolvere i problemi comportamentali dei loro cani, chiedo subito: ‘Cosa vuoi?’. Perché, posso anche intervenire secondo le mie idee di esperto cinofilo, ma se non ascolto anche con attenzione i bisogni di quella persona, sto trascurando un piccolo particolare: il cane vive in un ambiente sociale e a famiglia insoddisfatta corrisponde l’infelicità di un cane. L’intervento che fai solo sul cane è un intervento parziale, mentre va tenuto presente che la famiglia è un sistema e tutti gli elementi devono guadagnare armonia fra loro.

Lezione pratica, passo dopo passo, per aiutarci a capire come dobbiamo comportarci con un cane,  apparentemente irrequieto, che tira al guinzaglio.

C’è differenza fra “addestramento del cane” e “agevolazione della relazione tra cane e proprietario”.

Nel caso che prendiamo in esame in questo video, Francesca desidera che il suo cane Margot non tiri più al guinzaglio e che torni al richiamo.

Le due cose, non tirare al guinzaglio e tornare al richiamo, apparentemente distinte, hanno in realtà una radice comune: il legame sociale tra cane e proprietario.

Non si tratta, quindi, di impartire lezioni al cane Margot su cosa debba fare, ma di intervenire sulla comunicazione e sulle emozioni che “passano” fra il cane e la sua proprietaria Francesca.

Questa è la linea di demarcazione fra ‘addestramento’ (rendere destro, abile) e ‘agevolare la relazione’. L’addestramento può servire ed essere parte del processo, ma il fulcro di tutto è la relazione tra cane e proprietario! Essa è la base e lo spazio che contiene tutto. L’addestramento, l’educazione, una magica passeggiata, affrontare un problema comportamentale, giocare insieme, sono cose che hanno bisogno di ‘relazione’. Migliore è la relazione tra cane e proprietario, migliori saranno le attività che possono fare insieme.

Qualche domanda che conviene porsi sulla relazione tra cane e proprietario:

  • Quanta comprensione c’è tra cane e proprietario?
  • Quanto sono affiatati?
  • Quanta fiducia c’è fra loro?
  • Quanto si influenzano a vicenda?
  • Quali capacità serve allenare?
  • Quali esperienze posso far vivere loro per aiutarli a sviluppare questi punti?
Una pettorina su ogni cane. La pettorina è molto meglio del collare. Ecco i danni del collare a strangolo: – Lesioni ai vasi sanguigni dell’occhio – Danni a trachea ed esofago – Gravi traumatismi della colonna cervicale – Svenimenti – Paralisi temporanea delle zampe anteriori – Paralisi del nervo laringeo – Atassia degli arti posteriori.

Cosa vuole il cane?

“Leggendo” il comportamento del cane, abbiamo accesso alle sue emozioni, intenzioni, necessità e su questo punto mi metto dalla parte del cane, come nella migliore tradizione della scuola che ho fondato: “ThinkDog”, per l’appunto. Quando dovessero dirmi “non deve più tirare al guinzaglio”, e io dovessi notare che il cane tira al guinzaglio perché esce di casa solo per pochi minuti, tanto per fare i bisogni, farei presente che un cane che non esplora, cammina, gioca, socializza è un quattro zampe i cui bisogni sono frustrati. E quando i bisogni sono frustrati, ecco che nascono i problemi.

Soddisfare i bisogni del cane è più importante del training.

Soddisfare i bisogni del cane (fisiologici, psicologici, sociali, ecc.) è la parte più importante sulla quale intervenire. La vita che il cane fa, le attività che svolge, cosa mangia, la qualità delle relazioni, lo rendono più o meno problematico. È, quindi, sbagliato pensare che il cane si comporti male perché è maleducato o non sottomesso. Certo che si può obbligare il cane a fare quello che si vuole, ma è preferibile che sia un individuo così sano e capace da scegliere liberamente il comportamento più adeguato a ogni contesto. I cani non sono macchine, né militari. È ciò che intendo quando affermo che la teoria del capobranco è completamente da rivedere.

Un cane che non esplora, non cammina, non gioca, né socializza è frustrato.

Comportamenti: manifestazione esteriore dello stato mentale

Quante volte abbiamo sentito affermare che “il cane ti sta davanti in passeggiata perché è dominante”? Sono sciocchezze. Chi afferma questo genere di cose non è al passo con l’etologia. E basta guardare il video per comprendere che Margot non è affatto dominante. Tira perché è un Segugio. Tira perché vorrebbe sentirsi maggiormente al sicuro (seguire tracce e odori, nel suo caso è un modo per evitare di “stare” nel suo disagio). Tira perché la connessione con Francesca non è ancora delle migliori.

Quando il vostro cane si comporta come non vorreste, chiedetevi: cosa lo spinge a fare questo? Quali emozioni prova in questo momento? Qual è la loro origine? Cosa posso fare per cambiarle?

Qui il punto focale è: far sentire Margot a suo agio, rendere Francesca la sua “base sicura” (è una figura con la quale si ha una relazione duratura e alla quale rivolgersi quando ci si sente vulnerabili o bisognosi di protezione) e più interessante degli odori che possono esserci in giro.

Meglio la pettorina. “La pettorina è più comoda e non stimola il cane a tirare, contrariamente a quello che molti dicono. Parecchie persone mi riferiscono che una volta messa la pettorina il loro cane ha cominciato a tirare meno e alcuni mi hanno addirittura riferito che è più tranquillo quando incontra altri cani”.

Connessione emotiva

La connessione emotiva si realizza quando fra noi e il cane le emozioni sono un “fluente tutt’uno”. Sentiamo cosa sente il cane, lui sente ciò che sentiamo noi. Cambiamenti nel nostro stato generano cambiamenti nello stato del cane. Diventano più importanti, l’uno per l’altro, le espressioni del volto, i gesti, gli spostamenti, perché una volta “connessi” si tende a mantenere la connessione. È di per sé gratificante, favorisce la cooperazione e sostiene l’affiliazione sociale, in altre parole rafforza il legame, qui e ora, e nel tempo. Riuscire a crearla è il miglior presupposto per un rapporto appagante, per l’apprendimento, per lo sport, per l’educazione e per affrontare problemi comportamentali più o meno gravi. Quando siamo connessi, riusciamo meglio a influenzare il comportamento del cane. Con Margot la connessione emotiva è la base da cui partire. Ma come si ottiene?

Se la gentilezza è abbinata alla vera conoscenza della mente e del comportamento del cane si ottengono risultati più veloci, rispetto ai metodi tradizionali. Nel video che segue, ad esempio, sono alle prese con un vero ‘tiratore’, uno splendido Golden Retriver di nome Wolly. I progressi con Wolly sono stati ottenuti in pochi minuti grazie ad alcuni, fondamentali accorgimenti.

Sostituiamo il collare con una pettorina

La passeggiata per un cane non è tanto – o solamente – il momento in cui fare i bisogni, ma quello in cui fare esperienza del mondo. È il momento in cui ci si può rilassare e prendere una boccata d’aria, giocare e fare un po’ di esercizio fisico per tenersi in forma. È il momento in cui socializzare incontrando altri cani al guinzaglio e da libero. Questo è il motivo per cui passeggiare con un cane che ti cammina al fianco è innaturale. Non avviene mai in natura. Prima di tutto sostituisci il collare con la pettorina, nel video ti mostro come farla indossare agevolmente al cane, in modo naturale.

Il cane ha bisogno di spaziare. Per cui usa un guinzaglio lungo, accorcialo quando ce n’è bisogno e ogni volta che puoi allentalo! Dai al tuo cane maggiore libertà di movimento! In questo modo la maggior parte dei cani smette totalmente di tirare. Se hai ancora dei problemi, rivolgiti a una persona esperta, cerca un educatore più vicino a casa tua: ti mostrerà lui come fare.

Approfondimenti:

Dominanza, status sociale, accreditamento: facciamo il punto.

Lo sai quali sono I cinque comportamenti più strani dei cani?

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