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venerdì, 24 Mag 2019
Quattro Zampe
Salute e benessere

Le regole per educare un cane

Se il cane è “maleducato” in genere è colpa del proprietario che gli ha trasmesso segnali confusi e incostanti, tali da far nascere nel quattro zampe una “personale” educazione che non sempre coincide con quella desiderata dal suo riferimento umano. Con questo articolo, ti diamo le regole per educare un cane.

Il cane è un animale sociale e come tale è predisposto a seguire delle regole.

Quando si parla di “educazione” del cane ci si riferisce a un naturale e semplice processo in cui viene sfruttata la tendenza dello stesso a seguire delle regole e quella dei cuccioli a rispettare le indicazioni degli adulti permettendo così una armoniosa convivenza del gruppo. Educare un cucciolo è come educare un bambino, richiede coerenza e il rispetto assiduo di alcune semplici, ma imprescindibili indicazioni di buon senso. I cani adulti “maleducati” hanno generalmente ricevuto dai proprietari segnali confusi e incostanti per cui si sono creati una “personale” educazione che non sempre coincide con quella desiderata dal proprietario.

Premiare il cane per i comportamenti desiderati.

I segreti per educare un cane nel migliore dei modi si sintetizzano in due regole fondamentali: premiare i comportamenti desiderati e non premiare, anzi, ignorare, quelli indesiderati.

Sbagliato dire sempre e solo “no”.

Spesso l’approccio dei proprietari per crescere un cane è, invece, l’opposto, non si fa altro che dire al cane cosa non si vuole, è una continua interazione negativa, fatta di minacce e punizioni: la cosa, alla lunga, è frustrante per Fido e potenzialmente dannosa per la relazione cane-proprietario. Organizzo da anni corsi collettivi per cuccioli indirizzati a una corretta socializzazione e stimolazione e ho più volte riscontrato, già in quelli prepuberi, una forte tendenza alla distrazione, al poco interesse verso il proprietario, quasi al “rinunciare” a capirlo.

L’importanza della puppy class.

Tanti cuccioli nelle puppy class sono letteralmete convinti di chiamarsi “No”! È bellissimo vedere come il desiderio che ogni cucciolo ha di collaborare con l’uomo, frutto di migliaia di anni di coevoluzione della nostra e della specie canina, emerga nuovamente in pochi minuti, è bello vedere come anche i proprietari (tutti, nessuno escluso) siano tendenzialmente più felici di premiare, piuttosto che punire, di essere guida dei loro beniamini e di indirizzarli verso la strada corretta da percorrere. L’educazione del cucciolo deve cominciare il giorno dell’adozione e deve essere indirizzata a rinforzare i comportamenti corretti e soprattutto a facilitarli, vale a dire ad aiutare il giovane quattro zampe a poterli mettere in atto riducendo, contemporaneamente, i rischi di errori (che comunque ci saranno).

Fornire al cane dei giochi a rotazione.

Per esempio, tutti i cuccioli rosicchiano oggetti, rubano le scarpe e cercano cose con cui giocare. Perché insistere nello sgridarli nel momento in cui prendono un nostro oggetto quando sarebbe così facile dar loro tanti giochi (e ruotarli continuamente) in modo che non debbano cercarne dei nuovi?

Togliere dalla loro portata i giochi “interessanti”.

Perché non evitare semplicemente di lasciare oggetti interessanti alla loro portata? Se il cucciolo non avrà mai la possibilità di rubare una scarpa del proprietario e avrà piuttosto tante cose sue da rosicchiare, non imparerà a farlo!

Se il cane sbaglia è colpa nostra, ignorarlo o interromperlo.

Ma cosa fare se il cane fa qualcosa che non vogliamo? La prima regola è la prevenzione: se il cucciolo fa qualcosa di sbagliato la colpa è probabilmente nostra che abbiamo permesso che si verificasse quella situzione. Se non siamo riusciti a prevenire, e il cucciolo sta facendo qualcosa che non desideriamo, allora semplicemente proviamo a ignorarlo o a interromperlo facendo un rumore che lo attragga e coinvolgendolo, poi, in altre attività.

Privarlo di ogni contatto è per il cane una forma di punizione.

Ricordate che il cane è un animale sociale e sente profondamente il bisogno di interagire col proprietario. Privarlo di ogni forma di contatto, ignorarlo completamente è, per lui, l’unica grande ed efficace punizione.

Totalmente inutili per il cane le punizioni fisiche.

Le punizioni fisiche, oltre che eticamente condannabili, sono del tutto inutili, devono seguire delle regole difficilissime da applicare e hanno molti effetti collaterali come la paura, l’aggressività, la frustrazione.

Bandire gli strumenti che provocano dolore o disagio al cane.

Ogni strumento che viene usato nell’educazione deve essere adattato allo specifico soggetto, ma in nessun caso possono essere ammessi strumenti che provochino dolore o disagio.

No ai collari a strozzo.

Il collare a strangolo, per esempio, serve esattamente a quello per cui viene chiamato: a strangolare il cane. Il cane tira e il collare si chiude sul collo. Ne deriva una sensazione di soffocamento. Tali collari sono stati usati sui cani per molti anni; sono ancora così comuni che solo poche persone riflettono bene prima di usarli.

Sono inefficaci e causano tanti problemi fisici al cane.

Potrebbero, forse, diventare meno comuni se la gente fosse consapevole del fatto che gli stessi (oltre a essere strumenti d’addestramento inefficaci) sono la causa di molti problemi fisici: lesioni a occhi, trachea ed esofago, traumi alla colonna vertebrale, ecc.

La pettorina evita i danni degli strattoni.

La pettorina, invece, soprattutto quella ad H, dotata di una cinghia superiore che va dalle spalle a metà della schiena, evita i danni degli “strattoni” e di conseguenza agevola una relazione chiara tra cane e conduttore e permette all’animale un movimento sciolto e libero da costrizioni.

Approfondimenti:

Interessato all’educazione del cane? Leggi: Se al cucciolo scappa la pipì: guida per educare il cane a fare i bisogni fuori casa

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