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venerdì, 26 Apr 2019
Quattro Zampe
Setter Inglese
Cani Curiosità

Setter Inglese: forza e delicatezza

Già nel 1500 il Conte Leicester utilizzava questo cane nelle battute di caccia: a conferma che quella del Setter Inglese è un’origine antica.

Nel diciannovesimo secolo, Sir Edward Lave- rack, rimasto orfano, venne adottato da un ricco zio, un industriale di Manchester che quando passò a miglior vita, lasciò l’ingente eredità a Laverack, appunto.

Dal momento in cui il giovane erede non era per niente attratto dall’avvenire nella carriera industriale, decise di trasferirsi in campagna intraprendendo l’attività di allevatore. Era molto attratto dal Setter, ne apprezzava soprattutto il caratteristico atteggiamento che questo cane adotta in presenza della preda: si acquatta e striscia, attitudine che ancora oggi viene apprezzata in tutto il globo.

I primi risultati furono abbastanza deludenti, in quanto i soggetti dell’allevamento erano consanguinei e generarono cani eccessivamente nervosi.

Il collaboratore di Lavarack, Purcell Llewellin introdusse nella selezione esemplari di altri allevamenti che migliorarono notevolmente il carattere dei cani.

Da qui iniziò l’ascesa del Setter Inglese, con le eld trials (prove di lavoro sul selvatico abbattuto) e le esposizioni cinofile.

Nel 1881, in occasione di una mostra cinofila, venne presentato il primo Setter Inglese a Milano, ma non riscosse eccessivo successo, in Italia perdurava ancora la concezione che il cane da caccia dovesse essere robusto e forte, l’estetica era considerata un orpello inutile per i compiti che doveva svolgere.

Ma non passarono troppi decenni, quando nel 1920 venne fondato il primo allevamento in Italia e il Setter raccolse il successo che meritava.

Difficile non notare la sua innata eleganza e l’armoniosità delle forme, vagamente celate dal mantello lungo e ondulato; ha un fisico muscoloso, senza risultare pesante.

Setter Inglese

Chi non lo conosce può interpretarlo come un cane snob e altezzoso, ma bastano pochi minuti in sua compagnia per capire quanto in realtà sia un eterno giocherellone con un’acuta sindrome da Peter Pan.

È amichevole con tutti e ha una pazienza infinita con i bambini, con le giuste precauzioni potrà convivere benissimo anche con gatti, anzi, imparerà ad apprezzarne la compagnia.

Ama vivere a strettissimo contatto con il suo umano, infatti, soffre molto la solitudine, relegarlo tutto il giorno in giardino supponendo che sia piacevole per lui è un errore madornale; potrebbe sviluppare una certa frustrazione e nevrosi che sicuramente non appartengono alla sua indole.

È un gran coccolone, sembra non stancarsi mai di carezze e attenzioni; ha una resistenza eccellente, d’altra parte è fondamentale ricordare che il Setter è un cane da lavoro, “costruito” per galoppare per ore a ritmo sostenuto, dunque, è importante fornirgli uno stile di vita adeguato alle sue esigenze.

SeÈ adatto a padroni dinamici, amanti della vita all’aria aperta, ai quali non pesi trascorrere del tempo in campagna, inoltre, ha una sensibilità particolare, riscontrabile nei suoi occhioni dolci, un animo delicato che richiede una certa gentilezza nell’approccio.

Non è una razza adatta a persone pigre, però, se proprio non si riesce a rinunciare all’ozio, ci si potrebbe orientare su un soggetto anziano (almeno otto o nove anni), che non ha bisogno di corse a perdifiato quotidiane, solo passeggiate rilassanti; i canili sono pieni di Setter abbandonati o persi in cerca di casa, anche e soprattutto cani anziani, che aspettano solo il calore di una famiglia.

È importante lavorare sul richiamo, è in grado di coprire grandissime distanze in pochissimo

tempo e purtroppo spesso capita che si allontani troppo dal padrone e venga perso.

In Italia questa razza viene selezionata quasi totalmente per la caccia, dunque, è normale che l’eccellente predisposizione al lavoro prevalga, ma il segreto di un ottimo esemplare Setter sta nell’equilibrata fusione tra bellezza estetica e attitudine al lavoro.

Vivi con un Setter Inglese?

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A cura di Giada Rigolli
Foto di Roberto Della Vite
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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