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lunedì, 24 Feb 2020
Quattro Zampe
Consigli legali Primo Piano

L’aggressione del cane provoca una caduta fatale. Chi è responsabile?

Durante una passeggiata con il suo cane di razza Siberian Husky tenuto al guinzaglio, una coppia si è imbattuta in una donna che viaggiava in bicicletta insieme al proprio cane di piccola taglia, un meticcio, lasciato libero, senza guinzaglio. Essendosi, il cane, avventato contro l’Husky e, successivamente, anche contro la caviglia della sua padroncina, suo marito, nel tentativo di mettere fine alla zuffa canina, trattenendo il proprio cane di taglia grande affinché non ferisse quello piccolo, cade battendo violentemente la testa e rimanendo incosciente. Trasportato in ospedale il padrone dell’Husky, a causa del forte colpo subìto, decede due giorni dopo la caduta.

Giudici di merito: “La libertà del meticcio non è concausa”

In un primo momento, i giudici di merito hanno ritenuto non dimostrata l’esistenza di un nesso di causalità o di una concausa tra la caduta e la successiva morte dell’uomo e il fatto che il cane di piccola taglia fosse libero e – dunque – mal gestito dalla sua proprietaria che non era riuscita a fermarlo in tempo. Secondo i giudici di prime cure la morte dell’uomo è stata solo “occasionata e non causata dalla zuffa canina” poiché la causa diretta della caduta sarebbe stato lo strattonamento del suo stesso cane che, agitato per la zuffa tra cani, con grande energia si era buttato sul piccolo strattonando e facendo cadere il proprio padrone.

Ma per la Cassazione, il nesso causale con l’aggressione del cane c’è

La Cassazione, però, non la pensa allo stesso modo, ritenendo, invece, che i successivi accadimenti rispetto all’attacco del cane meticcio sono causalmente dipendenti dal primo, poiché senza il comportamento del meticcio nulla di tutto ciò si sarebbe verificato. “Il comportamento rilevante dell’animale meticcio è rappresentato innanzitutto, nella fase iniziale dell’accaduto, dal fatto che esso ha avuto un’incontrollata possibilità di dirigersi verso l’altro cane e si è diretto contro di esso, tenuto invece al guinzaglio e, quindi, sotto il potere di controllo del suo padrone”.

Lo strattonamento dell’Husky è causa simultanea all’aggressione del cane

La Cassazione ritiene, inoltre, che lo strattonamento dell’Husky sia da ritenersi causa simultanea e non sopravvenuta rispetto all’aggressione del meticcio che ha provocato la zuffa canina. Anzi, gli Ermellini ritengono che la condotta del danneggiato sia stata posta in essere proprio per neutralizzare le conseguenze del fatto illecito scaturito dal comportamento del meticcio, lasciato ingiustificatamente libero dalla proprietaria: è nel comportamento del piccolo cane che si trova, secondo i giudici, la giustificazione causale del comportamento di difesa dell’uomo e dello strattonamento fatale del suo Husky. Per questi motivi la Corte di Cassazione ha rinviato la decisione a una differente sezione della Corte d’Appello che dovrà occuparsi di rivalutare e pronunciarsi sul caso.

Approfondimenti:

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