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mercoledì, 20 Mar 2019
Quattro Zampe
Curiosità

Bombay nero, rigorosamente nero

Il gatto Bombay è nero. Il mantello di un colore intenso e uniforme, particolarmente liscio e piatto, sembra fatto di raso morbido e lucente. È questa la caratteristica distintiva del Bombay.

Ma a rendere unico e particolare il gatto Bombay contribuiscono anche la figura molto aggraziata e la testa rotonda, in cui risaltano gli splendidi occhi di colore oro-ramato.

Il Bombay è una razza di gatti recente e decisamente rara, nata alla fine degli anni ’50 del secolo scorso, quando una famosa allevatrice americana di Burmesi decise di realizzare il suo sogno di assoluta perfezione felina, accoppiando una femmina Burmese color zibellino con un maschio American Shorthair nero.

Continuando gli incroci per diverse generazioni, Nikki Horner riuscì a ottenere un bellissimo gatto nero di tipo Burmese, con un mantello lucido e grandi occhi color rame: una pantera nera in miniatura, che venne chiamata Bombay in omaggio alla grande città indiana e alla spiccata somiglianza col leopardo nero presente in quella zona dell’India.

La razza Bombay fu riconosciuta ufficialmente dalle federazioni feline americane ed europee intorno al 1976.

Elegantissimo e splendidamente proporzionato, questo il gatto Bombay si muove con il passo felpato e la sinuosità tipici del vero felino. Il look da piccola pantera non deve però trarre in inganno, perché il Bombay è un ottimo animale da compagnia, molto dolce, affettuoso e giocherellone, amante delle coccole e della vita casalinga. Nel Bombay si fondono, infatti, il carattere bonario dell’American Shorthair e il desiderio di comunicare attraverso una gamma di vocalizzi lievi e poco insistenti, tipici del Burmese.

La piccola ‘pantera da salotto’ dal mantello corvino ha tutte le caratteristiche tipiche dei gatti da compagnia e la sua vita si svolge prevalentemente tra le mura domestiche, a stretto (anzi strettissimo!) contatto con i suoi familiari umani, di cui ricerca continuamente le carezze, contraccambiandole con grandi effusioni e consolidando così il legame reciproco. Poco autonomo, anzi umano-dipendente, il gatto Bombay detesta rimanere da solo se non per brevi periodi di tempo, e non ama particolarmente la compagnia di altri gatti (accetta forse più volentieri la presenza di un cane).

Il gatto Bombay sembra una piccola ‘pantera da salotto’ e detesta restare da solo. Rarissimo in Italia. Nel nostro Paese, il gatto Bombay è considerato un’assoluta rarità. Del resto, in tutto il mondo gli allevatori di gatti Bombay sono pochissimi e le linee di sangue non arrivano a dieci (contro le 100 e oltre del gatto Persiano).

Intelligente e molto affettuoso, pigro e socievole, equilibrato, docile, allegro e poco impegnativo, può essere un compagno perfetto per le persone anziane, che si sentono sole: starà loro lungamente in braccio a farsi accarezzare e coccolare. I cuccioli sono molto svegli e piuttosto turbolenti, ma crescendo tendono a tranquillizzarsi e imparano ad apprezzare una vita abitudinaria in un ambiente silenzioso e tranquillo. Divertenti, gioviali e giocherelloni, possono diventare grandi amici dei bambini, purché capaci di evitare i rumori forti, che li infastidiscono moltissimo, rendendoli ansiosi. Loro stessi, del resto, miagolano con una vocetta un po’ rauca, ma spesso preferiscono comunicare facendo le fusa.

Il mantello serico e privo di sottopelo non richiede cure particolari: per mantenerlo bello e lucente, eliminando il pelo morto, basta passarlo ogni tanto con l’apposito guanto a dentini di gomma o con una pelle di daino. I suoi familiari non dovranno neppure affrontare il problema dei peli sparsi ovunque.

Un gatto davvero amabile

Il Bombay ha un carattere dolce e coccolone, quasi appiccicoso, viene in braccio appena può e ama dormire nel letto appiccicato al suo riferimento umano. Cerca sempre il contatto fisico, è socievole con tutti, anche con gli estranei, capace di accoglierli con affetto e di saltare loro in braccio, oppure di mettersi a pancia in su per farsi accarezzare. Non scappa a nascondersi sotto il letto, come fanno di solito i gatti quando arriva in casa un estraneo, lui ama la compagnia. Bello dentro, ma anche fuori, con quel suo mantello nero lucidissimo che, tra l’altro, che non richiede neppure cure particolari, dal quale risaltano meravigliosamente i suoi occhioni color buccia d’arancia.

Aspetto selvatico, ma molto mansueto. L’aspetto “selvatico” del gatto Bombay non deve ingannare: ha tutte le caratteristiche tipiche dei gatti da compagnia e vive bene in ambiente domestico. Accetta, forse, più volentieri la presenza di un cane che di un altro gatto.

Io lo conosco bene il gatto Bombay

Luisa e suo marito vivono con una piccola tribù di gatti: 2 Burmesi e 2 Bombay (Morgana, femmina di 4 anni, e Gargamella, maschio di 2 anni e mezzo).

Come mai avete scelto proprio questa razza?

Avevamo preso una micina nera al gattile, Chanel, che purtroppo però era molto malata e, nonostante tutte le mie cure, non è riuscita a sopravvivere. Sfogliando un libro sulle razze feline scoprimmo questi splendidi felini dal mantello corvino che ci ricordavano lei. Commosso dall’amore con cui mi ero presa cura della piccola trovatella, mio marito ha voluto farmi una sorpresa: cercando su internet ha trovato il Bombay e l’unica allevatrice italiana di questa razza. Così ha subito prenotato una cucciola appena nata, che abbiamo dovuto aspettare per tre lunghissimi mesi. Quando finalmente siamo andati a prenderla non abbiamo resistito alla tentazione di portare a casa anche un maschietto Burmese. L’anno dopo abbiamo completato la collezione con un’altra femmina Burmese e un altro maschio Bombay.

Cosa vi piace di più in questi gatti?

Pensare che una volta amavo solo i cani e i gatti neppure li guardavo! Dei Bombay, invece, mi sono proprio innamorata. Sono così affettuosi e sensibili! Per me sono ‘umani con il pelo’, insaziabili di coccole (a volte quasi esagerati, ma vanno benissimo così). Ci amiamo alla follia: dormono sempre con noi, quando fa freddo tutti e quattro sotto le coperte, appiccicati a me. Sono anche molto disciplinati: mangiano ciascuno nella propria ciotolina, rispondono al richiamo miagolando. Gargamella, poi, è proprio un gatto parlante.

Approfondimenti:
Leggi la scheda della razza felina Bombay

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