venerdì, 19 Ott 2018
Quattro Zampe
Razze Feline

Sacro di Birmania

È un felino particolarmente affascinante, in cui all’indiscutibile bellezza e allo sguardo intenso dei grandi occhioni blu si accompagna anche un carattere straordinariamente dolce e affettuoso.

La razza

Non si sa con certezza se il Sacro di Birmania provenga davvero dall’Asia Sudorientale, perché sulle sue origini si intrecciano notizie storiche, leggende e un certo alone di mistero, che nel corso dei secoli hanno dato origine anche all’appellativo di ‘gatto sacro’.

Si racconta che in Birmania i monaci Kittahs un tempo allevassero questi piccoli felini e che nel 1919 due rarissimi e preziosi esemplari vennero donati ad Auguste Pavie e al maggiore Gordon Russel, che li portarono in Francia. Il maschio morì durante il lungo viaggio, ma la femmina, fortunatamente già gravida, partorì a Nizza la sua cucciolata. Qualcuno sostiene, invece, che nel 1920 un miliardario americano fosse riuscito ad acquistare a peso d’oro una coppia, vendutagli da un servo infedele del tempio di Lao-Tsun, per farne dono a un’amica francese. Il maschio morì, la femmina partorì una splendida cucciolata, di cui faceva parte ‘Poupèe de Madalpour’, presentato con enorme successo all’esposizione di Parigi nel 1926. C’è poi chi ipotizza che la razza sia nata, invece, dall’accurata selezione di incroci tra il Siamese e altri gatti a pelo lungo e chi afferma che il primo esemplare sia stato ottenuto casualmente da un’equipe di ricercatori, interessati solo ad ampliare le proprie conoscenze genetiche, senza minimamente puntare alla creazione di una nuova razza.

Caratteristiche fisiche

Comunque siano andate le cose, il risultato è un incantevole felino vestito di un mantello semilungo, soffice e setoso, delicatamente sfumato alle estremità. Grazia ed eleganza risaltano anche nel portamento, nei modi e negli atteggiamenti: miagola con una voce delicata e sommessa. Cammina tenendo alta la folta coda a pennacchio e le punte dei piedi aperte verso l’esterno, come una ballerina. Quando si rilassa, allunga le zampe anteriori, mettendo in bella mostra i raffinati guantini bianchi.

Inizialmente i gatti Sacri di Birmania erano solo “seal point” o “blue point”. Quando, poi, in Francia e in tutto il Nord Europa si affermarono nuovi colori, in Italia era di fatto impossibile trovare queste varietà. Al giorno d’oggi, però, possiamo ammirarle tutte anche da noi. Alla nascita i cuccioli sono completamente bianchi e le punte iniziano a colorarsi solo dopo qualche settimana, quando si delinea anche il caratteristico guantaggio candido. Gli adulti sono più scuri dei soggetti giovani e gli esperti sostengono che un mantello non si possa ritenere ben contrastato prima dei due anni.

 

  • Corpo: di taglia media, leggermente allungato; i maschi sono più massicci delle femmine
  • Coda: a pennacchio, portata alta, di lunghezza media e ben fornita di pelo
  • Mantello: di lunghezza media sul corpo, più abbondante su collo, cosce e coda; morbido e setoso al tatto, con poco sottopelo; muso, orecchie, zampe e coda di colore uniforme e in contrasto con quello del corpo, che ha sempre una tonalità ‘guscio d’uovo’ beige dorata
  • Orecchie: piuttosto piccole e arrotondate, lontane tra loro e leggermente inclinate sulla testa
  • Testa: di ossatura forte, leggermente bombata, con mento forte, guance piene e arrotondate; il naso ha una leggera depressione ma senza stop
  • Occhi: di forma leggermente ovale, hanno un intenso colore blu zaffiro scuro
  • Zampe: corte e forti, con piedi rotondi
  • Guantaggio: le quattro le estremità delle zampe sono guantate di bianco puro, senza tracce di colore, in modo regolare e simmetrico fino alle dita o all’articolazione

Il carattere

In questo splendido gattone, all’armonia dell’aspetto esteriore corrispondono un’indole discreta e tranquilla, un carattere affettuoso, sereno ed equilibrato, una notevole intelligenza e la capacità di legarsi profondamente alle persone. Poiché l’imprinting iniziale influisce notevolmente sul temperamento dell’adulto, per valorizzare al massimo le sue qualità caratteriali è importante che i cuccioli possano crescere a stretto contatto con l’uomo fin dalle prime settimane di vita: bisogna accarezzarli, coccolarli e farli giocare il più possibile, parlargli spesso e ascoltare con partecipazione i loro ‘discorsi’ miagolati.

A volte un po’ timido con gli estranei, il Sacro di Birmania si dimostra invece socievolissimo con ‘parenti’ e amici. Garbato e facilmente educabile, si comporta quasi come un cagnolino: gioca volentieri al riporto e fa le feste ai membri della famiglia. Impara subito ad aspettare dietro la porta il loro rientro e, naturalmente, a dormire sul loro letto. Ama la casa, le comodità e la routine di una vita regolare, ma si abitua facilmente anche a luoghi diversi dalla sua dimora abituale (seconde case, alberghi, pensioni per animali), adattandosi senza problemi a viaggi e spostamenti.

Straordinariamente mite, non si ribella mai: si lascia accarezzare pazientemente anche dai bambini, con cui gioca molto volentieri. Se poi le loro attenzioni dovessero diventare moleste, piuttosto che tirare fuori gli artigli, sceglie la via della fuga strategica.

di Giulia Settimo

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