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venerdì, 19 Lug 2019
Quattro Zampe
Razze Feline

Thai

Il gatto Thai ha un raffinato mantello sfumato in chiaroscuro, un carattere estremamente socievole e un’intelligenza brillante

Il Thai, il vecchio Siamese.

Il Siamese di una volta. Il Thai, in pratica è il Siamese di una volta. Bello e davvero elegante, ha un carattere unico, è un gatto affettuoso, allegro ed espansivo, affascinante e sensuale.

È un gatto inconfondibile, per la pigmentazione intensa delle punte (che contrastano nettamente con la base chiara del mantello), il pelo molto corto e il colore degli occhi, di un intenso azzurro-blu, profondo e luminoso. Approdato in Europa alla fine dell’800, nella prima metà del XX secolo era il felino domestico ‘à la page’, coccolato ed esibito con orgoglio da chi poteva permettersi di avere in casa un vero Siamese, elegante e blasonato (perfino gli occhi un po’ strabici o il caratteristico ‘nodo’ della coda si consideravano raffinate peculiarità della razza). A partire dai primi anni ’50, gli allevatori iniziarono a operare una selezione che ne accentuava alcune caratteristiche morfologiche, dando la preferenza ai soggetti dalle forme più affusolate e sottili, con la testa triangolare e appuntita, le orecchie molto grandi, la linea slanciatissima. Il grande pubblico stenta, tuttavia, a riconoscere in loro, tanto diversi dal tipo tradizionale, quel gatto un po’ più massiccio, ma pur sempre molto elegante, con il muso arrotondato, la testa ‘a mela’ e le guance paffute, che chiunque era in grado di identificare per il colore degli occhi e la tonalità scura delle punte (muso, orecchie, piedi e coda). In molti, sbagliando, lo definiscono ancora oggi Siamese: errore più che comprensibile, vista la storia di questa razza, costretta suo malgrado dal 1990 a cambiare nome in Thai (o Siamese Old Style in Gran Bretagna e Traditional Siamese negli Usa). Mai dimenticato dai suoi numerosi fan, si distingue dal Siamese moderno per la forma arrotondata della testa, la corporatura muscolosa, le zampe solide, la coda lunga e spessa alla base. Il taglio degli occhi è leggermente arrotondato. Tra le diverse colorazioni quella di gran lunga più diffusa è la seal point (corpo beige chiaro con estremità marrone focato).

Il Tahi è molto comunicativo e chiacchierino, ‘parla’di continuo.

Socievole, espansivo e chiacchierone, il Thai cerca spesso il contatto fisico. Ama sistemarsi sulle spalle del compagno umano o salire in grembo per farsi coccolare. Detesta la solitudine e soffre se viene trascurato da chi lui stesso ha scelto come oggetto del suo amore (tende a legarsi in particolar modo a un componente della famiglia, senza però trascurare l’affetto e le attenzioni degli altri). Essendo molto curioso, se qualcuno rientra con i sacchetti della spesa, si precipita a ispezionarne il contenuto. Insomma, non perde occasione per dimostrarsi molto presente e partecipe della vita familiare, talvolta perfino un po’ ‘appiccicoso’. Dati il pelo corto e le sue origini quasi equatoriali, teme il freddo, perciò gradisce molto avere a sua disposizione una cuccetta tiepida e pulita, ma ‘si adatta’ benissimo a riposare su letti e divani, oppure in cima ad armadi e pensili di cucina, che sono spesso i luoghi più caldi della casa. Attivo ed esuberante, anche tra le mura domestiche riesce a fare mille acrobazie: per scoraggiarlo dal mettere a dura prova tendaggi e suppellettili, è bene permettergli di salire sopra i mobili e regalargli, magari, un bel tiragraffi su cui arrampicarsi. Da gran chiacchierone qual è, si esprime con un’ampia gamma di miagolii, variandoli di tono e intensità per ‘intavolare lunghi discorsi’: si lancia in petulanti rimostranze quando ritiene di avere subito gravi torti (primo tra tutti, assolutamente imperdonabile, l’essere lasciato a lungo da solo) e ci tiene molto a sostenere le sue ragioni quando viene redarguito. Dotato di un’intelligenza fuori dal comune, fedele e comunicativo come un cane, comprende comunque presto e bene quali sono le regole da rispettare. Vivace, allegro e giocherellone, ama la compagnia dei bambini e può diventare in breve tempo il loro migliore amico, purché siano capaci di trattarlo con il dovuto rispetto (se, invece, viene molestato, non esita a difendersi). Non disdegna neppure la compagnia di altri animali e riesce a instaurare anche con loro (soprattutto se si tratta di cani) un intenso rapporto affettivo, fatto di complicità e contatto fisico.

Il Tahi è un gatto devoto e fedele, quasi morboso. Gatto “da difesa”. Se ritiene che qualcuno (persone o altri animali) minacci l’amato umano, non esita a difenderlo e a proteggerlo.

La scheda del Thai

Razza: Thai
Origine: Thailandia, cioè l’antico Siam, prima del XVIII secolo
Ascendenza: gatti dei templi e delle case
Peso: da 3 a 5 kg, la femmina è leggermente più piccola del maschio
Ibridazioni: nessuna
Temperamento: socievole, affettuosissimo e molto empatico

  • Testa: morbidamente triangolare con contorni arrotondati, leggermente più lunga che larga; profilo con un’armoniosa curvatura convessa a livello degli occhi
  • Orecchie: di medie dimensioni, larghe alla base e distanti tra loro, con punte ovali
  • Occhi: piuttosto grandi, a mandorla leggermente arrotondata, abbastanza distanti uno dall’altro, brillanti e luminosi, di colore blu (preferibilmente intenso)
  • Corpo: di taglia media, muscoloso, slanciato ed elegante, tonico e aggraziato
  • Zampe: di media lunghezza, muscolose, con piedini arrotondati
  • Coda: di media lunghezza, larga alla base e più sottile verso la punta, priva di nodi o uncini
  • Mantello: corto, fitto e setoso, con pochissimo sottopelo COLORE: corpo avorio, con leggere sfumature nella tonalità delle estremità (nei soggetti più anziani sono ammesse sfumature di colore anche sui fianchi e su tutta la testa); importante l’equilibrio con il contrasto dei point

Impegno

Abituato da secoli a vivere insieme all’uomo, ha bisogno di attenzione e di contatto fisico; legato al proprietario, soffre la solitudine e può aver bisogno di compagnia felina, se si passa gran parte della giornata fuori casa.

Cure mediche

Appartenendo a un’antica razza naturale, che non ha subito pesanti interventi selettivi, è forte, sano e decisamente longevo.

Socialità

Intelligente e vivace, amante della compagnia e delle coccole, ha una spiccata personalità ed è un grandissimo ‘chiacchierone’.

Pelo

Corto e setoso, non richiede cure particolari: per renderlo ancora più bello e lucente basta lisciarlo con un panno morbido; solo nel periodo della muta va spazzolato bene ogni giorno, per rimuovere tutto il pelo morto.

Thai e Siamese “moderno”

Oltre al colore degli occhi e alle sfumature del mantello, Thai e Siamese ‘moderno’ hanno in comune una straordinaria sensibilità e un carattere affettuosissimo, perfino un po’ geloso e possessivo.

Il gene himalayano

A esso è legata la presenza di un enzima, inattivato dal calore, per cui il colore del mantello risulta chiaro sul corpo, dove la temperatura è più elevata, mentre il pigmento si concentra alle estremità, più fredde. In modo analogo agiscono anche le variazioni ambientali e l’effetto della temperatura esterna è molto evidente soprattutto nei cuccioli: i gattini che vivono dove il clima è freddo sono più scuri di quelli che stanno nei paesi caldi o in appartamenti ben riscaldati.

Io lo conosco bene…

Elena Rizzoli, studentessa di veterinaria, vive praticamente in simbiosi con il suo Giasper, un Thai seal point di 2 anni, che alimenta con la dieta naturale a crudo Barf (Biologically Appropriate Raw Food), con ossa polpose e organi, quaglia e prede intere, per rispettare la sua natura di carnivoro e la distrae con giochi che stimolano le sue straordinarie capacità cognitive.

“Avevo avuto un trovatello simil-Siamese”, racconta, che si comportava da gatto-cane, sempre appiccicato a me. Quando è mancato mi sono informata e ho scoperto il Thai, come lui molto socievole e coccolone, legatissimo a una persona in particolare. Così ho deciso di adottare il mio primo gatto di razza. Avevo già creato su facebook il gruppo “Gatti Siamesi” e lì avevo conosciuto un’allevatrice che mi ispirava fiducia: ha saputo scegliere il cucciolo giusto per me. Giasper vuole stare sempre con me, ma è anche socievole con tutti, bambini e adulti. È molto presente nella vita quotidiana della famiglia ed è un grandissimo chiacchierone: io e lui facciamo ‘lunghi discorsi’.

È molto propenso a imparare e apprende velocemente, per cui gli ho subito insegnato i comandi base (seduto, fermo) ed esercizi come i salti. Si divertiva molto e veniva lui stesso a chiamarmi per fare questo gioco. Allora ho preso il tunnel, i birilli, per creare qualche ostacolo da superare. Ovviamente il gatto perde attenzione più velocemente di un cane e devo adeguarmi a quello che vuole fare lui: non è un lavoro, ma un divertimento per entrambi e un modo di interagire davvero fantastico”. È un gatto “da agility”.

Approfondimenti:

L’evoluzione del Thai: la razza Siamese

… e le evoluzioni del Siamese: Balinese, il Siamese a pelo semilungo e Peterbald

 

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