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sabato, 7 Dic 2019
Quattro Zampe
Curiosità

Caccia, conosciamola meglio

Lo scorso 30 settembre, ad Apricale, in provincia di Impera, si è aperta la stagione di caccia, come stabilito per legge. E gli amanti dell’attività venatoria iniziano l’anno con una battuta al cinghiale. Ma alle prime ore della giornata si consuma una tragedia: Nathan Labolani, ragazzo diciannovenne intento a fare una passeggiata mattutina nei boschi col suo cane, viene colpito a morte alla schiena da una pallottola. Nathan muore prima dell’arrivo dei soccorsi. Il cacciatore, un giovane ventinovenne con regolare permesso di esercitare l’attività venatoria che fin da subito dichiara di aver scambiato il ragazzo per un cinghiale, è accusato di omicidio colposo.

IMMEDIATE LE POLEMICHE PER L’APERTURA DELLA STAGIONE DI CACCIA

Le polemiche infuriano come fuoco sulla paglia da parte delle associazioni animaliste che da sempre si battono contro l’abolizione della caccia, come Lipu, Wwf, Lav o Enpa, in prima linea per “richiedere alla Regione di sospendere immediatamente la stagione venatoria 2018/2019 per motivi di ordine pubblico”. Polemiche che imperversano anche sul web sui pericoli che corrono escursionisti e cerca-funghi in questo periodo dell’anno, una volta aperta la stagione di caccia. Malgrado le tragiche notizie di morti, lesioni a danni di ignari passanti o, addirittura, di altri cacciatori, difficilmente si parla della normativa vigente che regola e disciplina l’attività venatoria.

Capiamo meglio, dunque, quali sono i limiti e le regole sulla caccia e facciamo un po’ di chiarezza sulla materia.

LA C.D. “LEGGE NAZIONALE SULLA CACCIA”

La caccia, in Italia, è regolata principalmente dalla legge n. 157 dell’11 febbraio 1992 che intitola “Norme per la protezione della fauna omeoterma e per il prelievo venatorio” che mira a fissare regole per la protezione degli animali selvatici disciplinando lo svolgimento dell’esercizio venatorio. In particolare, la programmazione viene operata attraverso i “Piani Faunistici Venatori” regolati da ciascuna regione, compatibili con l’attività di conservazione e protezione della fauna. A quest’ultima deve essere destinato dal 20% al 30% del territorio (rientrando i parchi nazionali e regionali, le oasi di protezione e i fondi chiusi).

ARCO, FALCO O FUCILE

Per poter cacciare, in primo luogo, bisogna essere in possesso della licenza. I mezzi possono essere: arco, falco e fucile, con particolari limitazioni indicate dalla norma della legge, quest’ultimo è il più diffuso. Tre le modalità: “Vagante in zona Alpi”: esercitata esclusivamente da coloro che risiedono in zone di montagna nelle regioni del Nord Italia; “Da appostamento fisso”: diffusa nelle regioni centrali delle nostra penisola, facendo ricorso alla cosiddetta pratica dei “richiami vivi”; “Altre forme di attività venatorie consentite dalla legge” e praticate nel rimanente territorio destinato all’attività venatoria programmata: modalità più diffusa su tutto il territorio nazionale. Il cacciatore è tenuto a scegliere con quale modalità intende cacciare e, una volta fatta la scelta, non avrà la possibilità di cacciare nelle altre due forme.

TEMPI DI CACCIA QUANDO SI PUÒ CACCIARE

L’art. 18 della legge 157 del ‘92 stabilisce i tempi per l’esercizio venatorio e l’elenco delle specie cacciabili. Sono le regioni italiane che, annualmente, deliberano il calendario venatorio e l’elenco delle specie. La legge stabilisce che la stagione venatoria si estenda al massimo tra la terza domenica di settembre e il 31 gennaio, con le regioni che possono derogare rispetto a queste date anticipando l’apertura per alcune specie alla prima domenica di settembre e posticipando la chiusura al 10 febbraio, ma solo per alcune specie e con parere vincolante dell’Ispra (l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale che svolge sia attività di ricerca e analisi dei dati, sia attività consultiva sulla regolamentazione della caccia).

LA CACCIA È VIETATA DURANTE LA NIDIFICAZIONE DEGLI UCCELLI

Va ricordato che la caccia è totalmente e rigorosamente vietata nei periodi di nidificazione, nelle fasi di riproduzione e durante il ritorno al luogo di nidificazione. In Italia attualmente la legge concede di cacciare 12 specie di mammiferi e 34 di uccelli.

OBBLIGO DI RACCOGLIERE BOSSOLI E CARTUCCE

Inoltre, sono numerose le regole imposte quando si caccia: ad esempio, l’obbligo di raccogliere i bossoli e le cartucce, oppure l’obbligo di rispettare le distanze di sicurezza da case e strade.

Il sistema sanzionatorio a riguardo è disciplinato dagli art. 30 e 31 della legge, con sanzioni anche penali per i comportamenti più gravi ( es. la caccia in aree protette).

COME LIMITARE LE INVASIONI DI CAMPO NEI TERRENI ALTRUI

Secondo l’art. 842 c.c., inoltre, “il proprietario di un fondo non può impedire che vi si entri per l’esercizio della caccia, a meno che il fondo sia chiuso, nei modi stabiliti dalla legge sulla caccia o vi siano colture in atto suscettibili di danno. Egli può sempre opporsi a chi non è munito della licenza rilasciata dall’autorità. Per l’esercizio della pesca occorre il consenso del proprietario del fondo”.

Questo articolo, in sostanza, in combinato disposto con la legge 157, permette ai cacciatori l’accesso ai fondi privati. Per impedirlo, il proprietario/conduttore è costretto a chiedere che il proprio terreno sia escluso dalla pianificazione venatoria entro trenta giorni dalla pubblicazione del Piano Faunistico Venatorio, sempre che la richiesta non contrasti con la pianificazione stessa. In questo caso la strada più semplice per il proprietario che voglia impedire l’accesso dei cacciatori, è ricorrere alla recinzione e tabellazione previste dalla legge.

Approfondimenti:

Vuoi avere maggiori informazioni sulle normative che regolano la caccia? Visita i siti dello Studio Legale Zambonin: www.iltuolegale.it e www.avvocatoanimali.com

Non solo gli “umani” vanno a caccia. Anche i gatti lo fanno e… leggi Omaui, il villaggio neozelandese che vuole vietare i gatti

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