giovedì, 15 Nov 2018
Quattro Zampe
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Strage di animali in Sicilia: più di 400 morti sepolti dal fango

Sono più di 400 – ma il numero, purtroppo, crescerà sicuramente – gli animali radagi e selvatici che, in Sicilia, hanno trovato la morte a causa dell’allerta meteo di inizio novembre. Una strage di animali in Sicilia senza eguali.

In questi giorni di devastazione, la furia del maltempo non ha risparmiato niente e nessuno e, nella Sicilia distrutta che già piange 12 vittime, è purtroppo incalcolabile il numero di cani e gatti randagi morti, oltre agli animali selvatici rimasti uccisi dalla forza della natura. Una strage di animali in Sicilia senza precedenti.

Ai soccorritori si presenta un quadro di devastazione fatto di detriti e fango, in cui i torrenti sono esondati e hanno trascinato via tutto quanto si trovava davanti al loro passaggio. E, in queste ore, spuntano dal fango tantissime carcasse di cani, gatti e altri animali che non sono riusciti a salvarsi e sono morti annegati.

L’Aidaa: incalcolabile il numero degli animali morti e dispersi.

L’Aidaa (Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente) spiega che non è facile capire quanti animali siano scomparsi, a causa del fenomeno del randagismo, un’autentica piaga che riguarda in particolare i cani, presenti in tutta l’isola.

Si stima però che i corpi degli animali rimasti intrappolati sotto il fango, o trascinati via dall’acqua, siano non meno di 400.

A questi, si aggiungono le centinaia di creature a quattro zampe che popolano le aree boschive della zona, e che non sono riusciti a trovare un riparo al sicuro dalle intemperie.

Il fenomeno del randagismo, che in Sicilia ha raggiunto proporzioni impressionanti, è la causa principale della strage di animali in Sicilia durante questi giorni di devastazione della natura.

Dopo la strage di Sciacca dello scorso febbraio, in cui sono stati ritrovati 40 cani avvelenati e almeno un’altra trentina è scomparsa nel nulla, il presidente della Regione Sicilia ha annunciato lo stanziamento di 2 milioni di euro per il piano di sterilizzazione di cani e gatti presenti nell’isola.

E anche se, nel decennio tra il 2006 e il 2016, le iscrizioni all’anagrafe degli animali d’affezione è salita dell’88%, solo il 15,5% degli animali arrivati ai canili è stato identificato e restituito al legittimo proprietario.

Insomma, c’è ancora tanto da fare per salvaquardare i nostri amici a quattro zampe siciliani.

Quindi come bisogna agire per evitare tragedie come queste?

Secondo la LAV c’è ancora molta strada da fare, per esempio aumentare il numero di campagne per implementare l’identificazione dei cani e l’iscrizione all’anagrafe degli animali da compagnia.
Occorrerebbero inoltre agevolazioni per i proprietari di animali, come l’abbattimento dell’Iva sul cibo e sui farmaci, aumentando la detrazione per le spese mediche.

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