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giovedì, 22 Ago 2019
Quattro Zampe
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Il cavallo Apollo non può tornare dal proprietario che lo ha maltrattato

Non posso pensare che Apollo rischi di tornare nell’inferno dove è stato brutalmente maltrattato, denutrito e seviziato. Ce lo hanno affidato in fin di vita, dopo essere stato sequestrato al suo padrone il 14 giugno dell’anno scorso. Noi lo abbiamo curato e amato fin dal primo istante. Ora si è ripreso, riempito di attenzioni e coccole, e non permetteremo che ritorni in quel posto, piuttosto ci incateneremo a lui”. Patrizia Ceccarelli, responsabile del rifugio “Casa del Cane Vagabondo” di Barbania, nel Canavese (Piemonte), che ospita circa cento cani e quaranta cavalli, è davvero arrabbiata.

Apollo, splendido cavallo bianco di vent’anni, maltrattato, quel 14 giugno era stato ritrovato dai Carabinieri e dalle guardie zoofile dell’Oipa abbandonato in un rudere a Corio, in provincia di Torino;

era agonizzante, pelle e ossa, coperto di ferite, non più in grado di rialzarsi.

Riportava addirittura delle gravi lesioni agli organi genitali, orribilmente esposti a mosche e infezioni. La triste vicenda del povero cavallo si trova sulla pagina fb del rifugio Casa del Cane Vagabondo.

PER IL TRIBUNALE È UN “REATO MINORE”

Di recente il Tribunale di Ivrea ha liquidato il grave caso come “reato minore”, emettendo un decreto di condanna e il pagamento di una semplice multa nei confronti del proprietario del cavallo che ha addirittura presentato opposizione e chiesto di andare a giudizio. “Nessuno ci dice nulla, per loro siamo solo i custodi di Apollo. Perché nessuno ci aggiorna?”, continua Patrizia, “siamo in attesa che la procura dia il suo verdetto. Lo scorso agosto abbiamo anche presentato richiesta di affidamento del cavallo alla procura di Ivrea che non ci ha mai risposto. Ora Apollo sta molto meglio, si è ripreso, a parte il prolasso al pene dovuto a un trauma, nessuno è riuscito a capire cosa sia accaduto. Era usato come stallone in un allevamento da reddito”.

IL CAVALLO NON RIUSCIVA NEANCHE A STARE IN PIEDI

“Il cavallo ci è stato portato dal suo proprietario, presenti anche i carabinieri e le guardie zoofile che l’avevano trovato morente in una baita diroccata”, ricorda la titolare del rifugio, “Apollo era su un carretto, disteso, e siccome non riusciva ad alzarsi, padre e figlio lo hanno preso a calci per farso scendere. Immediatamente ho urlato e li ho fermati e poi, grazie al veterinario Marco Paschero, lo abbiamo imbragato con una cinghia sotto la pancia per trasportarlo con dolcezza fino al suo box. E lui si è subito ributtato giù a terra perché non ce la faceva a stare in piedi”.

LA PETIZIONE SULLA PIATTAFORMA CHANGE.ORG

Su questo caso di maltrattamento c’è una petizione per chiedere di salvare il cavallo, sulla piattaforma Change.org;

la petizione è rivolta al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e ha già superato 200mila firme. Consigliamo a tutti di sottoscrivere.

“Il proprietario”, si legge nell’appello, “allevatore già noto per detenzione non idonea di animali, si giustifica dicendo che il cavallo si è allontanato di sua volontà e che lui lo cercava da giorni. Le forze dell’ordine lo hanno affidato alla Casa del Cane Vagabondo che, con l’aiuto di veterinari e cure amorevoli, sono riusciti a salvargli la vita e a rimetterlo in piedi. Oggi Apollo è tornato a vivere, migliora di giorno in giorno e si gode le coccole di tutti quelli che frequentano il rifugio”. Purtroppo non si è potuto far eseguire un delicato intervento chirurgico al suo apparato genitale perché è mancata l’autorizzazione del Tribunale. “Sono pronta a testimoniare di averlo visto maltrattare e prendere a calci”, insiste Patrizia Ceccarelli, “mi auguro che il giudice prenda a cuore il problema e comprenda quanto sia importante proteggere questa bestiola che ha già sofferto all’inverosimile e che non può tornare da chi l’ha ridotto in quel modo”.

NON ABBIAMO FONDI

“Ne approfitto per chiedere aiuto, non riceviamo fondi, ma solo qualche piccola offerta”, conclude Patrizia, “ci appelliamo a tutte le persone di buon cuore che comprendono quanto è difficile portare avanti la nostra attività di volontari e custodire così tanti animali in difficoltà”.

Se vuoi sostenere Apollo, firma la petizione a questo link

Indirizzario web:

Visita il sito web della Casa del Cane Vgabondo

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