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sabato, 7 Dic 2019
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Il film “Il Re Leone” aiuterà i leoni africani

Il film “Il Re Leone” salverà tanti cuginetti africani e asiatici. La cosa è certa. Basti pensare che l’ennesimo classico d’animazione, in questi giorni sul grande schermo anche in Italia, ha già superato un miliardo di dollari di incassi in tutto il mondo. E ancora mancano da conteggiare alcuni Paesi, come Giappone, Italia e Hong Kong.

Con “Il Re Leone”, Il grande colosso Walt Disney ha fatto “bingo” ancora una volta, e lo ha fatto con un protagonista che ha davvero bisogno di aiuto: il re della foresta, ormai in estinzione per colpa dell’uomo.

Pochissimi esemplari rimasti in Asia, appena trecentocinquanta, alcune migliaia sopravvissute in Africa. Numeri da brivido che si commentano da soli. Anche perché c’è una gran parte di fazioni che pensa ancora e soltanto a cacciare questo meraviglioso felino, nel nome di fantomatiche virtù afrodisiache e medicamentose attribuite alle parti del suo corpo (unghie, ossa, denti e non solo), tramandate da credenze ridicole e retrograde che, purtroppo, fanno ancora presa su una certa opinione pubblica. Oppure per la penosa gioia di esporre in casa un trofeo impagliato, magari vantandosi con gli amici di averlo centrato col fucile in una battuta di caccia (che spesso sono delle vere pagliacciate).

Sensibilizzazione di massa

Per fortuna a salvare il leone sarà, forse, questa enorme campagna di sensibilizzazione promossa dalla Walt Disney. Sì, perché da quando è arrivato al cinema questo film è scoppiata la “leone-mania”. Si cercano immagini del leone, accessori che lo ritraggano, documenti che approfondiscano la sua storia.

Certo non si potrà adottare un leone, ma magari lo si potrà fare “a distanza”, come intelligentemente propone da tempo il Wwf, magari con l’acquisto del kit peluche – peluche, scheda della specie adottata, certificato di adozione e lettera di Fulco Pratesi ; oppure del kit digitale – certificato digitale e screensaver e wallpaper – spiegando in modo molto chiaro che il bracconaggio e la distruzione del suo habitat stanno mettendo a dura prova la sopravvivenza del leone. “Con il tuo sostegno difenderemo le sue foreste, lo proteggeremo dal bracconaggio, promuoveremo progetti di ecoturismo e progetti scientifici per il monitoraggio della specie”, assicurano dal Wwf. E c’è da crederci.

La Disney donerà fino a tre milioni di dollari.

Ma non è finita. In occasione dell’uscita del film la Walt Disney ha lanciato la campagna globale di conservazione “Il Re Leone – Proteggi i leoni africani” volta, a tutelare e a rinnovare la popolazione dei leoni e degli habitat di cui vivono.

Sono trascorsi 25 anni da quando la Disney rilasciò la versione originale de “Il Re Leone”.

Purtroppo, nel corso di questo periodo l’Africa ha perso metà dei suoi leoni e attualmente ne restano solo 20mila.

Per questo la Disney sta sostenendo il “Lion Recovery Fund” che punta a raddoppiare la popolazione dei leoni entro il 2050, sforzandosi di coinvolgere le strategiche comunità locali. La Disney ha già donato più di un milione e mezzo di dollari al “Lion Recovery Fund” del Wildlife Conservation Network e ai suoi partner e presto offrirà altro denaro, oltre a invitare tutti a contribuire al raddoppio delle donazioni per arrivare a un totale di tre milioni di dollari. I fan potranno partecipare alla campagna “Il Re Leone – Proteggi i leoni africani” anche acquistando i peluche di Simba e Nala in edizione limitata in alcuni Disney Store selezionati oppure su shopDisney.it.

Non sarà come “La carica dei 101”

I film al cinema hanno sempre influenzato grandi e piccini nelle scelte di vita. Come il boom dei Dalmata che si scatenò con l’uscita dei film “La carica dei 101”, “La carica dei 102” e seguenti, e che incantò una miriade di bambini. Tutti alla rincorsa del cucciolo maculato da accogliere in casa, per poi, purtroppo, abbandonarlo, una volta cresciuto e fatti i conti col suo caratterino troppo vivace. Tanti Dalmata, purtroppo, sono finiti in massa nei canili, vittime delle campagne mediatiche.

Questa volta, però, sarà diverso, ci sarà un lieto fine. C’è da aspettarsi, infatti, che la “leone-mania” evolva positivamente, favorendo l’adesione dell’opinione pubblica a quante più campagne “salva-Simba” possibile. Come assicura Charles Knowles, presidente e co-fondatore del Wildlife Conservation Network, “il Lion Recovery Fund intende riportare i leoni in tutta l’Africa; le grandi storie raccontate dalla Disney sono lo strumento perfetto per sensibilizzare gli spettatori su questa crisi e spingerli a entrare in azione”.

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