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lunedì, 18 Nov 2019
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#BASTATESTANIMALI: la campagna di LAV e Università di Pavia contro i test di sostanze d’abuso sugli animali

Ci aveva pensato Cassius Coolidge, il pittore della famosa serie dei cani che giocano a poker, a attribuire loro i “vizietti umani”. Nei suoi quadri i cagnoni riuniti attorno al tavolo verde fumano sigari, bevono whisky, spendono e spandono. Lì era ben chiaro che si trattava di uomini in maschera: i cani fino a prova contraria non c’entrano nulla con i vizi umani (a meno che non siate golosi di crocchette!)

Eppure da decenni i cani e altri animali come le scimmie continuano a essere usati come cavie per test sulle sostanze d’abuso (alcool, droghe, nicotina).

Brindare per gli animali non è affatto un piacere. Gli animali, infatti, non reagiscono come noi ad alcol, nicotina e droghe, eppure si continua a sperimentare su di loro gli effetti di queste sostanze, sebbene gli effetti dannosi sull’uomo siano ben noti da tempo!

Michela Kuan, biologa responsabile LAV Ricerca senza animali


L’Università di Pavia in collaborazione con la LAV ha organizzato per il 26 e 27 ottobre delle manifestazioni in più di 700 piazze italiane per protestare contro questi test sugli animali.

Dal 26 ottobre torneremo nelle piazze, con questa campagna per la quale (a partire dal 2016) abbiamo già raccolto più di 60.000 firme: il neo Ministro della Salute Roberto Speranza ha l’opportunità di orientare la ricerca in materia di sostanze d’abuso garantendone il massimo rigore scientifico ed etico.

Michela Kuan, biologa responsabile LAV Ricerca senza animali

Da quest’anno infatti la LAV collabora con il dipartimento di scienze del farmaco dell’Università di Pavia che ha da poco messo a punto un modello cellulare capace di riprodurre il sistema gastrointestinale umano: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31273366
In questo momento stanno testando gli effetti dell’abuso di etanolo.

Lo sviluppo di modelli sperimentali non animali rappresenta l’unica via per riportare l’Italia su piani competitivi a livello comunitario, evitare fughe di cervelli all’estero, o che i giovani ricercatori affrontino contesti internazionali basandosi su ricerche su animali vecchie di decenni e mai validate scientificamente.

Gianluca Felicetti, presidente LAV

Malgrado la difficoltà di provarne la scientificità, in Italia i test sugli animali riguardati le sostanze di abuso aumentano. Senza contare che circa la metà degli animali che sono utilizzati come cavie subiscono pratiche dolorose. I dati del 2017 forniti dal Ministero della Salute indicano che sono stati utilizzati a questo scopo 639 cani, 586 scimmie e contando anche ratti e altri animali come mucche, maiali, conigli, pesci un totale di 580.073 animali.
Sono numeri importanti che mostrano la necessità di una regolazione legislativa e di immaginare nuove pratiche scientifiche: l’Università di Pavia ha colto questa sfida.

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