venerdì, 19 Ott 2018
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Border Collie, agility dieci e lode

Massimo Perla: “Ecco perché questo cane è così portato in una simile disciplina”

Il Border Collie è una razza, anzi, una super razza, che nell’ultimo decennio ha spopolato ovunque. Questo successo, palpabile soprattutto nell’agility, è dovuto principalmente alle attitudini di questo magnifico esemplare e alle capacità di essere all’altezza di ogni lavoro a lui proposto. Il motivo del suo successo? Ce lo spiega l’esperto dog-trainer Massimo Perla. La sua è un’esperienza trentennale cinofila. Un lungo arco di tempo che non vorremmo mai ingannasse la sua età… Massimo, sei sempre un “pischello”, come si dice a Roma!

Massimo, la tua esperienza trentennale ti ha fatto incontrare le più svariate razze. Tu, però, hai a cuore il Border Collie, perché?

Dopo il Pastore Tedesco e il Doberman, il Border Collie è entrato nella mia vita con Shonik. Lui è stato il cane perfetto: attento, veloce, generoso, astuto, paziente, di buon senso. Stavamo insieme 24 ore al giorno, 7 giorni a settimana. È stato il cane con cui ho trascorso più tempo in assoluto. Non credo che avrò nella mia vita ancora ulteriori possibilità di poter addestrare un cane come ho fatto con Shonik. Ora il tempo manca e quello è il primo fattore per il successo di un binomio. In ogni caso, io amo tutti i cani, ma Shonik è stato qualcosa di speciale.

Il tuo mitico Sun Shonik è lo straordinario Border Collie che abbiamo visto in tante fiction e pubblicità, accanto a Gigi Proietti nel “Maresciallo Rocca”, a Roberto Farnesi in “Turbo”, a Fiorello negli spot di Infostrada, solo per citarne alcuni. Un cane intelligentissimo, simpatico e dalla bravura “imbarazzante”. Lo hai portato in Italia quando ancora nessuno lo conosceva, come sei arrivato a lui e perché hai scelto proprio il Border Collie?

A quel tempo, e parliamo degli anni Ottanta, in Italia si vedevano poche razze. Le più attive erano quelle legate all’utilità e difesa, quindi Pastori Tedeschi, Dobermann, Boxer e Schnauzer. In occasione di alcuni viaggi in Gran Bretagna avevo avuto modo di conoscere i Border Collie e di apprezzarne la capacità di concentrazione, la voglia di collaborazione, la versatilità e la generosità di questi cani da noi ancora pressoché sconosciuti. Per un istruttore cinofilo vedere un cane con quelle potenzialità è come per un violinista poter suonare con uno Stradivari o un Guarneri del Gesù. Insomma, il massimo. Pensare di applicare le attitudini del Border Collie all’agility o al lavoro nel cinema per me era diventato un sogno. Essendo già abbastanza noto in Italia, e conoscendo i meccanismi dell’allevamento, mi sono fatto presentare a una famosa allevatrice inglese (che lavorava per mantenere unite le caratteristiche di bellezza e le capacità attitudinali), la quale capì che il suo cucciolo sarebbe stato non solo amato, non solo seguito, ma avrebbe avuto anche tante possibilità di poter mostrare le proprie capacità. Allevatrice, la signora Elaine Ratcliffe, decise così di darmi un cucciolo. Prendemmo appuntamento per vederci al Crufts del 1988, quando ancora si teneva a Londra, e lì mi mostrò i futuri genitori del mio piccoletto. Io, vedendo loro, iniziai ad amare Shonik ancor prima che nascesse. Il sogno si avverò nel 1989 quando andai in Inghilterra con la mia compagna di allora, Francesca Balducci, a prendere il cucciolo: Sun Shonik.

Pensi che in Italia ci sia l’inflazione della razza?

No, in Italia i Border Collie sono molto popolari tra chi fa agility e altri sport cinofili, ma nella media dei proprietari di cani non è neanche tra le cinque razze più acquistate. Il fatto che sia molto ricercato tra gli sportivi credo che abbia causato una netta separazione tra Border Collie da lavoro e da bellezza, mentre io sono un fautore del cane bello e bravo. Oggi ci sono Border Collie che sembrano meticci per quanto sono diversi dallo standard di razza, ma che sono cani dalle grandi capacità lavorative, e Border Collie tondi e pieni di pelo che arrivano a casa e si mettono ai piedi del divano. Anche se la frase tipica descrittiva della razza è: “Prima il cervello e poi la bellezza”, queste due caratteristiche dovrebbero poter convivere.

Secondo te, qual è il segreto per cui sono così amati questi magnifici cani?

Intelligenza, generosità, velocità, disponibilità, sono solo alcune delle caratteristiche di questi cani, che – attenzione – non sono “per tutti”. Bisogna essere sportivi e avere tempo a disposizione per far scaricare le loro infinite energie. Non consiglio il Border Collie al proprietario che non ha tempo, a quello che si limita a fare il giro del palazzo. Un Border Collie è frustrato quando è troppo carico perché si trova da solo, deve fare dell’attività per disperdere energie, che noi lo vogliamo o no.

Mi hai fatto vedere in anteprima dei demo sulla nuova serie del “Commissario Rex”, dove personalmente ti faccio i miei complimenti per essere riuscito a far fare ai tuoi splendidi Pastori Tedeschi cose davvero straordinarie. Potrà mai, un domani, diventare un Border Collie il nuovo Rex?

Beh, Rex è un Pastore Tedesco perché così è nato e così finisce, ma un Border Collie commissario famoso c’è stato: Turbo. Era la risposta italiana a Rex e il protagonista era Shonik, il Border Collie del commissario di Polizia, interpretato da Roberto Farnesi, con Anna Valle come interprete femminile. Una fiction di successo con un Border Collie protagonista.

Parliamo di sport e quindi di agility, come vedi questi cani “gestiti” da conduttori poco adatti alle loro caratteristiche?

Quando ci sono conduttori lenti che perdono il controllo del cane, d’istinto mi viene da dire: “che spreco”. In realtà non dimentichiamo che non tutti gli agilitisti sono istruttori cinofili e che un proprietario normale, dopo essere uscito dal campo di gara, torna a casa e si gode una vita normale con il proprio cane. A quel punto non conta più niente, solo l’amore che sono capaci di scambiarsi.

Per quanto tempo resterà il cane da battere in questa disciplina?

Sinceramente non vedo concorrenti particolari, non credo che per morfologia e temperamento ci siano dei potenziali concorrenti. Ci sono ottime razze, anche emergenti, altri cani da pastore, i Pastori Belga, ad esempio, ma nessuno ha le caratteristiche del Border Collie. In futuro non credo che qualcuno voglia o possa creare una razza agilitista, per cui non credo che la situazione possa cambiare. Le razze che ci sono ora sono quelle che ci saranno tra dieci anni, e credo che siano già state testate tutte. La palla ora è in mano ai conduttori più che ai cani.

Pensi che l’utilizzo del Border Collie al di fuori delle sue vere attitudini da “cane da pecore” possa col passar del tempo snaturalizzarlo sempre più?

No, non credo che fargli fare altre attività possa fargli perdere le sue caratteristiche, l’importante è attivarlo mentalmente e fisicamente. D’altronde il ruolo del cane nella società sta cambiando, e molte razze, che un tempo aiutavano l’uomo in attività fondamentali come la caccia, il soccorso, la difesa personale ecc…, si ritrovano a vivere in città e a condividere il proprio tempo con un proprietario sedentario o comunque che ha voluto il cane solo per compagnia. In questo panorama, è necessario trovare delle attività per poter soddisfare gli istinti più naturali del cane nel modo più compatibile con la vita in città e l’agility ha avuto grande successo proprio per questo motivo. Detto questo, sono però molto contento che lo Sheepdog si stia diffondendo sempre di più. I Border, con le pecore, tirano fuori il loro istinto più profondo, un istinto legato a una centenaria selezione. È un po’ come vedere un cane da caccia durante il lavoro, si ha la netta sensazione che in quel momento il cane stia dando il meglio di sé, con tutta la passione possibile. Io non sono un cacciatore, ma vedere quei cani al lavoro è qualcosa di emozionante e straordinario.

Di Alfonso Sabbatini

Foto ©Lobstrosity/Shutterstock

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