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martedì, 19 Nov 2019
Quattro Zampe
Itinerari Pet Friendly

Grecia nel cuore

Dopo l’avventura della scorsa estate da Roma a Capo Nord, in Norvegia, in un meraviglioso viaggio di trenta giorni, Daniele Infanti e la sua dolce cagnolina Opi hanno replicato la loro formula di vacanza “a sei zampe” in auto.

Le emozioni positive e la gioia scaturita dai ricordi ci hanno avvolto e coccolato in tutti i mesi successivi, allora mi sono detto: perché non replicare?! Ne ho parlato con Claudia, la mia compagna, così abbiamo cominciato a fare un’indagine sui giorni che avevamo a disposizione (circa due settimane), le mete nelle vicinanze ancora mai battute, i climi caratteristici dei vari paesi nel pieno dell’inverno, il costo della vita, le distanze da percorrere, le peculiarità dei posti.

Daniele

Così Daniele e Opi, che in questo nuovo viaggio saranno in tre, anche con Claudia, si sono guardati attorno e alla fine hanno scelto la Grecia.

Zagorohòria si trova sulla catena del Pindo. È un territorio costituito da 46 piccoli paesini montani famosi per le loro antiche costruzioni in pietra carsica e gli ancor più noti ponti a schiena d’asino. È immerso in un ecosistema di straordinaria bellezza, i cui confini si estendono dall’Albania alla Grecia Centrale, comprendendo il monte Mitsikeli a sud, la regione di Konitsa e il corso del fiume Aoos a nord e l’imponente massiccio del Tinfi a est.

Le avventura di Daniele, Claudia e la cagnolina Opi, in un indimenticabile viaggio in auto nei luoghi più inesplorati di una nazione piena di storia e paesaggi mozzafiato. E mille consigli su come organizzarsi al meglio.

Daniele, la presenza di Opi è stata determinante per la scelta delle location?

Ovviamente sì, ma nulla che non si possa affrontare con un po’ di buonsenso, spirito di adattamento e voglia di stare bene.

La quasi totalità del viaggio si è svolta tenendo sempre presente le necessità del “Gruppo”.

Ho una disabilità che mi ha visto perdere completamente l’uso di un arto inferiore a seguito di un incidente avuto ormai dieci anni fa. Per cui ho necessità particolari (non riesco a fare le scale agevolmente, non riesco a camminare per lunghe tratte, etc). Come me anche Opi ha le sue necessità. Quotidianamente venivano, pertanto, scelte location ricettive, turistiche o naturali alla portata delle nostre esigenze e caratteristiche, e ci siamo sempre riusciti, stando bene e trascorrendo una meravigliosa vacanza.

Quanti chilometri avete percorso in auto? E che itinerario avete scelto, con quali città?

Abbiamo percorso in auto circa 4.000 chilometri.

Siamo partiti da Anguillara Sabazia (Roma) martedì 22 gennaio pomeriggio, direzione Brindisi, per imbarcarci la mattina dopo col traghetto per Igoumenitsa, dopo aver trascorso la prima tappa in una bellissima struttura (una ex azienda agricola) a Ruvo di Puglia, immersa nel verde. Siamo sbarcati in tarda serata, alle 22.30. Dal 24 è iniziato il nostro viaggio vero e proprio.

Ci siamo diretti sulle montagne del nord, al confine con Albania e Macedonia, visitando la stupenda città di Giannina, col suo lago e la sua splendida roccaforte. Abbiamo visitato la disabitata – fuori dai circuiti turistici – ma meravigliosa e incontaminata regione montuosa e bucolica della Zagorohoria (forse la parte più incantevole visitata nel nostro viaggio). Ci siamo, poi, diretti verso est, Meteore con i suoi incredibili monasteri arroccati su speroni di roccia, il Pindos National Park, fino ad arrivare sul mare nella zona di Stilida. Visita alle Termopili e all’Oiti National Park. Abbiamo poi preso direzione sud, e svalicando il Parnasso siamo arrivati nell’Antica Delphi e ad Arachova.

Abbiamo evitato Atene (troppo cara e poco adatta alle esigenze di un cane e alla mia disabilità) per dirigerci verso lo stretto di Corinto, la Fortezza di Acrocorinto e le rovine dell’Antica Corinto.

Entrati così nel Peloponneso ci siamo diretti verso la meravigliosa e turistica Nafplio, sul mare, per poi dirigerci verso le montagne interne del Peloponneso fino a Kalavrita. Qui degno di nota è il treno a cremagliera dei primi del 900 (rimodernato, ovviamente) che da Kalavrita porta a Diakopto, attraversando paesaggi mozzafiato. Pendenze vertiginose, gole, fiumi, foreste, gallerie scavate nella roccia, stazioni di oltre cento anni a testimonianza di antichi centri oggi abbandonati, passaggi su costoni a strapiombo, un’esperienza unica! Da segnalare il divieto di accesso (a mio avviso insensato) ai cani, tanto da costringere me e Claudia a dividerci, percorrendo le tratte separati, al fine di non lasciare Opi da sola. Da Diakopto, costeggiando la lingua di mare che divide il Peloponneso dalla Grecia continentale, abbiamo attraversato il Rion Antiron Bridge. Tornati nella Grecia continentale, dirigendoci verso Igoumenitsa, abbiamo visitato l’isola di Lefkada, la zona archeologica dove è conservata “La porta dell’Ade” e il fiume Acheronte, descritto nella Divina Commedia, dove Caronte traghettava le anime dei defunti. Ci siamo, poi, imbarcati da Igoumenitsa la mattina del 2 febbraio, dopo capillari controlli dei documenti e dei bagagli (per la prima volta nei nostri viaggi sono stati controllati i documenti di Opi) e dopo otto ore di mare in burrasca siamo arrivati a Brindisi…

Davvero, un viaggio meraviglioso, viene voglia a tutti di seguire il vostro itinerario. Come vi siete preparati per il viaggio, tra auto, bagagli, itinerario e attrezzatura?

Ho un’auto a trazione integrale, abbastanza alta ed equipaggiata con gomme quattro stagioni. Non è molto grande, infatti, per poter portare tutti i bagagli (nonché ruota di scorta, cibo, attrezzatura da campeggio, tavolo, sedie). Dopo il viaggio a Capo Nord ho acquistato una sorta di portatutto da mettere sul tetto, che si è rivelato utile e pratico. La mia auto è a Gpl, combustibile facilmente reperibile in quasi tutta Europa, che permette di contenere molto le spese di gestione ed è molto meno inquinante di altri combustibili fossili. Avevamo con noi cibo, acqua, cambi, materiali di uso dell’auto, attrezzatura da campeggio, dispositivi elettronici, guide, cartine, medicinali… Io amo dire che per potermi permettere di non organizzare nulla, devo essere organizzato per tutto. Ossia, per potermi concedere il lusso di decidere volta per volta le tappe successive della nostra avventura, devo essere attrezzato per ogni tipo di evenienza.

Pausa spazzolata a Pindos National Park. Sotto, Meteora, una famosa località a nord della Grecia, importante centro della chiesa ortodossa, rinomata meta turistica e patrimonio dell’Unesco.

Avete trovato difficoltà di accoglienza a causa della presenza del quattro zampe?

Beh, sì, certo. Inutile negare che non sempre i nostri amici pelosi sono i benvenuti, sia all’accesso alle strutture ricettive, sia alle attività in generale. La Grecia, almeno quella continentale e fuori stagione, non è molto “pet-friendly”. Ad esempio, abbiamo perso due giorni di viaggio perché la Grimaldi Lines, la compagnia del traghetto Brindisi-Igoumenitsa, non prevede cabine di pernottamento che accettino animali, per cui abbiamo dovuto utilizzarlo solo di giorno. Non avrei certo viaggiato in cabina la notte lasciando la mia dolce Opi da sola, sul ponte per otto lunghe ore in un locale adiacente alla canna fumaria della nave, chiusa in gabbia, con temperature, rumore e stato di igiene che l’avrebbero, a dir poco, traumatizzata. Il rispetto per ogni forma di vita non può prevedere una tale segregazione in un ambiente “destabilizzante” come quel locale. Abbiamo, quindi, scelto di viaggiare di giorno, trascorrendo la maggior parte del tempo sul ponte scoperto: avremo preso un po’ di freddo, ma Opi era felice ed era con me!

Buone novità dalla Grimaldi Lines

Dopo il grave disagio che ha subito Daniele, abbiamo contattato la compagnia Grimaldi Lines, che percorre la tratta Italia-Grecia, e ci ha garantito che dal 12 febbraio di quest’anno sono previste delle cabine che accettano animali, per cui si potrà viaggiare col pet anche di notte.

Antica Delfi, sito archeologico. Tra tutti i siti archeologici della Grecia, Delfi, patrimonio dell’Unesco, è il più “mistico”, un “luogo dello spirito”. Situato sulle pendici del Monte Parnaso, in una valle piena di cipressi e ulivi che si affaccia sul Golfo di Corinto, deve il suo fascino sia alla posizione spettacolare sia alle suggestive rovine. Gli antichi greci la consideravano il centro del mondo, perché, secondo la mitologia, qui si erano incontrate le due aquile liberate da Zeus agli antipodi della Terra.

Forse il tutto è anche un po’ condizionato dall’attuale difficile situazione economica della Grecia..

Certo. Dopo la crisi economica e l’ondata di immigrazione la gente non si può definire, in media, ospitale. Il benessere dei nostri amici a quattro zampe è ancora un concetto lontano. Il numero di randagi è enorme, e anche chi possiede cani li tiene, in genere, in un campo o liberi, in balia del tempo, dei pericoli e delle malattie. Sinceramente è stato facile trovare strutture che ci accogliessero, ma l’impressione avuta è che ci accogliessero solo perché era una “condicio sine qua non” per poter soggiornare da loro e, quindi, guadagnare denaro. Forse, in alta stagione, non sarebbe stato facile, ma questa è solo una mia opinione.

Il monumento per commemorare la battaglia delle Termopili, realizzato nel 1950 sul sito dello scontro, grazie ai contributi dei cittadini statunitensi di origine greca.

 Come ti sei organizzato per garantire anche a Opi l’accoglienza che merita?

Scegliendo sempre strutture col giardino e ampi spazi, oppure campeggi, in modo che Opi potesse correre in libertà. Anche per questo nei nostri viaggi prediligiamo piccoli centri o zone naturali. Le città poco si adattano alle esigenze di un cane “di montagna” come Opi. Questo è stato uno dei motivi per cui abbiamo evitato Atene. Visitarla ci avrebbe costretto a pernottare in appartamento, camminare tra traffico e smog, e vederci spesso precludere l’accesso a ristoranti, zone archeologiche e servizi di trasporto a causa della presenza di Opi. Invece, con le modalità di viaggio scelte, con le sue crocchette, il suo materassino, le sue ciotole e i suoi pelouche, Opi è stata benissimo. Era felice e me lo dimostrava. Un viaggio così è soggetto a compromessi, sta a noi, poi, considerali limiti od opportunità. E noi abbiamo sempre deciso di considerarli un’opportunità.

Opi e Daniele alla Fortezza di Acrocorinto, la suggestiva acropoli dell’antica Corinto che si trova su uno sperone roccioso che domina la città.

Molte zone, come si vede dalle foto, sono piene di neve. Hai visitato soprattutto zone di montagna? Che altitudine? Oppure c’era anche qualche località marittima? 

Sì, è vero, molta neve e molte montagne anche oltre i 1500 metri. Abbiamo preferito le zone montuose, sia per il fascino che ci trasmettevano, sia perché in inverno le località di mare sono molto spesso prive di servizi, anche basilari. Inoltre, la Grecia continentale e il Peloponneso hanno una lunghissima costa, ma appena ci si allontana di qualche chilometro ci sono montagne, spesso coperte di neve. Questo fa sì che di giorno, anche in inverno, le temperature siano miti al sole, anche 18°-20° C, ma di notte possano scendere anche a 2° o 3° C sopra lo zero.

Opi e Daneile allo Stretto di Corinto.

Qualche aneddoto durante il viaggio in Grecia?

Lo racconto con un sorriso, ma sul momento è stata sfiorata la tragedia. Eravamo andati a visitare le sponde del fiume Acheronte, dove Dante e Virgilio narravano della presenza di Caronte, il traghettatore delle anime dei defunti. È un posto mistico, meraviglioso sia dal punto di vista naturalistico che per le sensazioni che trasmette di trovarsi in un luogo in cui la storia e la mitologia si intrecciano e sono percepibili nell’aria. Arriviamo in macchina, lascio Opi libera e cominciamo a camminare per le sponde del fiume fino alla sua sorgente. Claudia mi consiglia di legare Opi, in quanto a causa delle forti piogge dei giorni precedenti l’Acheronte era carico di acqua che scorreva con impeto e vorticosità. Tranquillizzo Claudia perché se Opi non vede il fondale, ossia non è certa di toccare e l’acqua non è calma, non entra, non lo ha mai fatto… Non avevo, però, valutato che una conformazione particolare della sponda dell’Acheronte in un punto creava un laghetto di acque calme e ferme, in cui era possibile vedere il fondo. Mi giro e trovo Opi in questo laghetto calmo, che si dirigeva convinta verso il fiume ove le rapide e l’impeto dell’acqua non ci avrebbero certamente fatto passare un bel momento. Racconto questo perché volendolo, desiderandolo, con umiltà e adattamento si può fare tutto, anche con una disabilità, ma bisogna sempre essere consapevoli dei propri limiti e prevedere tutto quello che potrebbe scaturire da un nostro gesto o da una nostra leggerezza, affinché si torni a casa sani, felici e con la voglia di ricominciare una nuova avventura. Per fortuna, appena ci siamo accorti che stava andando verso le rapide l’abbiamo chiamata e lei si è fermata ed è tornata indietro.

La zona archeologica con “La porta dell’Ade” e il fiume Acheronte.
Il fiume Acheronte descritto nella Divina Commedia, su cui venivano traghettate le anime dei defunti prima di arrivare nell’Ade.

 

Ci racconti una giornata tipo, dalla mattina alla sera, con la tua Opi durante il viaggio in Grecia?

Sveglia verso le 8, bisogni mattutini e abbondante colazione: quest’ultima nelle strutture greche, è straordinaria, ricca, buona, energetica, quasi un pranzo. Poi preparazione e sistemazione dei bagagli in auto e via verso le mete programmate la sera precedente con l’aiuto della nostra immancabile guida e di qualche sito internet di turismo greco. Qualche chilometro in auto, di solito su strade secondarie, evitando il più possibile le autostrade. La scelta delle strade secondarie è, secondo me, l’essenza di un viaggio “on the road”, in quanto i chilometri non sono una distanza tra un punto all’altro, ma l’opportunità di imbattersi in contesti, villaggi, paesaggi, persone e attrazioni inesplorate, fuori dai circoli turistici, non preventivate e che poi, come spesso accade, rappresentano i momenti più belli del viaggio. Pertanto i nostri chilometri erano intervallati da soste non programmate, villaggi, chiese, parchi naturali, fiumi, neve, zone archeologiche, caffè tipici del posto, villaggi arcaici, gole, rovine, finché non si raggiungeva il punto deciso. Pranzi in ristorantini, bar del posto o preparati da noi tirando fuori dall’auto il kit cucina, il tavolo e le sedie. Il pomeriggio continuava così fino a verso le 17-18, raggiungendo il nuovo luogo del pernottamento. Purtroppo d’inverno le ore di luce non sono molte, quindi, verso le 18 ci fermavamo quasi sempre. Quindi, doccia, cena, riflessioni sulle esperienze del giorno, magari davanti al fuoco (molte strutture in Grecia hanno il camino privato) e, grazie alla guida, accompagnati da un buon bicchiere di grappa italiana, si decideva il percorso di massima del giorno successivo.

Il mare visto da Diakopto.

Che tipo di strutture vi hanno ospitato?

Siamo stati in campeggio o b&b, affittacamere, appartamenti. La scelta di questo tipo di strutture, a differenza degli alberghi, offrivano più verde e ampi spazi per Opi e cucina per noi. Cercavamo sempre strutture con cucina sia per contenere le spese (di molto), sia perché Claudia è affetta da celiachia, e la Grecia non è molto organizzata, a riguardo. Prima di partire pensavamo di pernottare quasi sempre in campeggio, ma alla fine sia per le temperature rigide di notte, sia per il costo decisamente basso delle strutture (essendo fuori stagione) abbiamo spesso optato per sistemazioni al chiuso. Ma sempre basandoci anche alle esigenze di Opi.

La meravigliosa ferrovia a cremagliera Kalavrita-Diakopto.

Qualche suggerimento a chi volesse intraprendere un tour simile col proprio cane?

Fatelo! Che sia Grecia, che sia Capo Nord, che sia qualunque meta compatibile con le esigenze del nostro amico a quattro zampe, fatelo! Sono esperienze indimenticabili, si stabilisce una sintonia, una intesa con il nostro cane che penso poche altre situazioni o contesti permettano. Si passano le giornate insieme, e tutto quello che si fa, lo si fa insieme. Ci si dimentica dalla quotidianità che ci caratterizza e le giornate divengono scandite da sentimenti sani e puri, dalle esigenze di base all’affetto, al dedicare tempo a noi stessi. Non voglio dire che sia tutto bello. A volte è stancante e difficile, ogni dettaglio deve essere valutato con attenzione, affinché tutti i componenti della famiglia siano a proprio agio. Ma ne vale veramente la pena! Prendete informazioni a priori su quanto il paese che vorreste visitare sia “pet friendly”, organizzatevi per intraprendere un viaggio che permetta a tutti di stare bene, e partite, non ve ne pentirete: parola di Opi.

 Prossimi viaggi?

Ora per me comincia un serrato periodo lavorativo, fino ad agosto, pertanto i nostri viaggi saranno brevi. Mi piacerebbe, nelle prossime settimane, finché c’è neve, riportare Opi a Opi, il paese dove ci siamo incontrati, in Abruzzo, passare per il lago di Barrea, il lago di Scanno e Gole del Sagittario. Per agosto ci sto pensando, forse intraprenderemo un viaggio anche con i cani di Claudia, due Pitbull dei quali una sorda dalla nascita. Sarà una bella avventura che dovremo valutare bene, unire le esigenze di tutti non sarà semplice, ma sono certo che ci riusciremo e che sarà un’esperienza indimenticabile.

Diario di viaggio

Partenza in auto: da Anguilla Sabazia (Roma): 22 gennaio 2019,
Ritorno: 2 febbraio 2018
Percorrenza: 4000 km
Luoghi visitati: Igoumenitsa, montagne del nord, città di Giannina, regione montuosa della Zagorohoria, Meteore, Pindos National Park, Stilida, Termopili, Oiti National Park, Parnasso, Antica Delphi, Arachova, stretto di Corinto, Fortezza di Acrocorinto, rovine dell’Antica Corinto, montagne del Peloponneso, Nafplio, Kalavrita, treno a cremagliera dei primi del ‘900 con paesaggi mozzafiato da Kalavrita a Diakopto, attraversando paesaggi mozzafiato, Diakopto, Rion Antiron Bridge, isola di Lefkada con la zona archeologica “La porta dell’Ade” e il fiume Acheronte, descritto nella Divina Commedia.

Approfondimenti:

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