martedì, 7 Apr 2020
Quattro Zampe
Itinerari Pet Friendly Primo Piano

Transalp a sei zampe con Opi sull’Alta Via del Sale

“Opi che facciamo quest’estate, ti va di fare 4 Passi?” A parte gli scherzi, tutto è iniziato casualmente in una bella serata di primavera, in cui con la mia compagna Claudia Strinati abbiamo fatto i conti dei giorni e delle risorse economiche a disposizione, aspetti che quest’anno non ci avrebbero permesso di allontanarci troppo dall’Italia, condizione che alla fine si è rivelata un’opportunità piuttosto che un limite.

I punti fermi? Due: campeggiare e la presenza della mia dolce cagnolina Opi, tutto il resto da creare da zero, proprio come piace a noi tre. In quei giorni un amico mi parlò di una strada, a cavallo delle Alpi Liguri.

La strada è denominata “Alta Via del Sale” che da Limone Piemonte porta a Monesi attraverso la Francia, ed è quella che ho scelto di percorrere con Opi.

VACCINI E CERTIFICATI PER OPI E PARTENZA VERSO L’ALTA VIA DEL SALE!

Nei mesi che ci separavano dalla partenza abbiamo provveduto ai vaccini di Opi, alla somministrazione dell’antirabbica, al conseguente e necessario rinnovo del passaporto e, nei giorni immediatamente precedenti la partenza, a un certificato medico di sana costituzione di Opi per permetterle di uscire dal paese, nonché alla somministrazione del vermifugo, tutto come prescritto dalle normative dei paesi esteri in cui avremmo messo “le zampe”.

E così, domenica 11 agosto siamo partiti, con la nostra macchina, verso la Via del Sale, pronti per ogni evenienza, proprio per permetterci di non organizzare nulla prima.

PARCO NAZIONALE DELLE FORESTE CASENTINESI E UPEGA

Prima tappa: il Parco Nazionale delle foreste Casentinesi, a una cinquantina di km da Arezzo, in un campeggio immerso nella natura, con ampi spazi verdi ideali per far correre e far rotolare felice la nostra Opi. Qui ci siamo riposati un paio di giorni per riprenderci dalla fatica per l’allestimento in fretta e furia dell’auto e dei bagagli, una volta terminato di lavorare.

Poi ci siamo diretti verso il Cuneese, verso Upega, la base di partenza scelta per intraprendere la Via del Sale. Upega è un piccolo borgo nell’alta valle Tanaro, frazione del comune di Briga Alta, a 1.300 metri slm, caratterizzato da case in pietra addossate le une alle altre sul fianco di un monte. Un borgo ricco di storia, d’inverno semideserto – appena quattro abitanti – , d’estate ricco di persone che amano tornare nei loro luoghi di origine o di turisti in cerca di natura, spazi e libertà.

Da sapere: qui non prende alcun operatore telefonico! Un dettaglio che all’inizio ci ha destabilizzato profondamente, ma che poi si è rivelato un grande valore aggiunto, contribuendo al distacco dalla quotidianità così ambito nei nostri viaggi. Social e telefonate hanno lasciato spazio alle chiacchierate con le persone incontrate, i messaggi hanno lasciato spazio al “qui ed ora”.

A Upega, sulle sponde di un calmo torrente, c’è un piccolo campeggio terrazzato, gestito dalla locanda del borgo, dove i cani sono i benvenuti, e da dove, qualora non bastasse l’incontaminata natura nei dintorni del campeggio, partono numerosi sentieri per poter intraprendere percorsi trekking segnalati con i nostri amici a quattro zampe.

BOSCO DELLE NAVETTE, PIANA DEI SIGNORI E RIFUGIO DON BARBERA

Dopo aver esplorato la valle per tre giorni, una mattina abbiamo smontato l’accampamento e caricato tutto sull’auto per avviarci verso Monesi. Un caffè per noi e una pipì per Opi e dopo qualche km da Monesi raggiungiamo “il casello” di accesso per l’Alta Via del Sale. Mostrati i documenti e la nostra prenotazione, ci si addentra subito in una magica foresta, il Bosco delle Navette. Superato il bosco la strada diventa incredibile.

Credo che la bellezza di quei luoghi, il modo così diverso dal solito di attraversarli, la particolarità di quella strada ampia poco più di un’auto, ricavata dall’uomo smussando montagne impetuose a ridosso di strapiombi, ponti in pietra e passaggi incredibili, abbiano generato emozioni che, forse, solo nella magica terra islandese ho percepito con tale prepotenza.

Il percorso non permette molte soste, la strada è davvero stretta, ci vuole molta attenzione alla guida in quanto non vi sono quasi mai barriere protettive. Ogni tanto ci sono piccoli slarghi dove tuttavia è meglio non sostare perché servono per fare manovra quando si incrocia un mezzo proveniente dalla direzione opposta.

Dopo circa una ventina di km dal casello di accesso si arriva alla “Piana dei Signori” dove si trova un vero parcheggio nel quale si può lasciare l’auto in sicurezza. A pochi metri si erge l’unico ristoro presente su tutto il percorso, il Rifugio Don Barbera, moderno, alimentato a pannelli solari. Data l’altitudine e la temperatura esterna abbiamo preferito dormire in una camerata del rifugio piuttosto che in tenda.

“OPI, QUANTO SEI BUONA!”. SEMPRE PROTAGONISTA

Opi è stata bene, il posto le piaceva molto (difficile sarebbe stato il contrario); ha potuto cenare dentro con noi, ha incontrato diversi amici a quattro zampe e ha proseguito la serata fino a tardi prendendosi le coccole di buona parte degli ospiti presenti. Ma non ha potuto trascorrere la notte in camerata con noi, visto che c’erano anche altre persone, pertanto, in accordo con i gestori, le abbiamo sistemato il suo materassino appena fuori la camera, in una sorta di anticamera.

Ero preoccupato che potesse non stare bene e invece la mattina quando mi sono svegliato l’ho trovata felicemente scodinzolante a prendersi le coccole di un ospite che continuava a ripeterle “quanto sei buona, ma tu sei proprio buona”. L’immagine mi ha commosso. Colazione, corsetta, bisognini e via in auto per affrontare il resto dell’Alta Via del Sale. Attraversando ponti, forti, passi, tornanti con pendenze impressionanti, stazioni di arrivo di impianti sciistici chiusi, sempre avvolti da un panorama mozzafiato, arrivati a Limone Piemonte abbiamo deciso di dirigerci verso il Monte Bianco.

STRADINE SECONDARIE E NATURA A GO-GO

Abbiamo deciso di affrontare strade secondarie per arrivare alla meta successiva; così le cinque ore di noiosa autostrada sono divenute sette giorni di emozioni. Abbiamo visitato Vinadio con il suo meraviglioso e imponente Forte, attraversato il Col della Maddalena, il Col de Vars, il Col de l’Izoard, poi la città di Briançon, la caratteristica regione del Parco Naturale del Vercors con le sue meravigliose gole, tunnel scavati nella roccia, torrenti di acqua limpida e fredda che nei secoli hanno modellato le montagne. Il Vercors è una regione particolare, è a un’ora di auto da grandi città come Grenoble, ma al contempo isolata da una struttura del territorio che fa sì che per accedervi si debbano percorrere stradine tortuose sui fianchi delle sue gole.

È una regione prevalentemente bucolica che sta scoprendo un turismo nazionale votato agli sport all’aria aperta. È un posto consigliato per chi, con il proprio cagnolino, vuole trascorrere qualche giorno fuori dal caos. Qu ci si immerge nella natura, tra paesaggi mozzafiato e clima mite.

Abbiamo poi attraversato il Col du Lautaret, il Col du Galibier, il Col d’Isère con la sua famosa valle e il Col del Piccolo San Bernardo per arrivare in Val d’Aosta. Questa settimana di trasferimento è stata vissuta in tutta calma, visitando i luoghi che incontravamo; all’ora di pranzo allestivamo il nostro tavolo e sedie preparandoci pranzi in riva a torrenti, in cima a passi, a ridosso di boschi.

Abbiamo fatto numerose soste; ogni qual volta che i luoghi ci trasmettevano emozioni, permettevamo a Opi tantissime corse, bagni in fiumi o laghi, passeggiate nei boschi, pisolini e tanti profumi nuovi da annusare. Arrivati in Val d’Aosta ci siamo diretti nella stretta e tortuosa Valsavarenche dove abbiamo pernottato qualche giorno in un campeggio inserito tra un fiume e una cascata. Temperature prossime allo zero e umidità al calar del sole – seppur in piena estate.

Addormentarsi con il solo rumore dell’acqua che scorre, svegliarsi la mattina con quei panorami appena fuori dalla zip della tenda e vedere Opi così felice non ha prezzo.

A volte basta poco per essere felici! Dopo qualche giorno ci siamo spostati vicino Courmayeur in un campeggio alle pendici del ghiacciaio del Monte Bianco. Qui abbiamo trascorso qualche giorno tra boschi, fiumi e visita al lussuoso e pet friendly paesino di Courmayeur. Una intera giornata l’abbiamo dedicata all’incredibile esperienza dello SkyWay.
Ma tutto questo, e molto altro, lo racconteremo nella seconda e ultima parte su Quattro Zampe (CONTINUA).

Foto di Daniele Infante

Indirizzario web:

Visita il sito web del territorio dell’Alta Via del Sale

Approfondimenti:

Segui Opi nelle sue avventure. Leggi A Capo Nord con Opi

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